Oooopssss… you did it again… and again…

Non so se sia veramente di Agatha Christie questa frase che le viene comunque attribuita:

Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova.

Sta di fatto che è stata la prima cosa che mi è venuta in mente quando sono venuto a conoscenza di questa “simpatica” vicenda.

All’inizio di Luglio del 2014 una foto Leggi tutto “Oooopssss… you did it again… and again…”

In coda per… disinformare

Qualche giorno fa mi sono scagliato contro la disinformazione e oggi mi tocca ritornare sull’argomento, visto che anche nel weekend scorso ci sono stati diversi esempi di uso di tecniche di decontestualizzazione per confermare una tesi e attaccare l’avversario. Leggi tutto “In coda per… disinformare”

Lo scatto migliore

Quello che vedete qui a sinistra è un mosaico delle migliori immagini catturate dalla sonda New Horizons durante il suo flyby verificatosi lo scorso 14 luglio. La risoluzione dell’immagine è intorno agli 80m/pixel e copre una lunghezza di circa 800km della superficie dell’ex pianeta Plutone.

Le foto sono state acquisite tramite lo strumento LOng Range Reconnaissance Imager da una quota di 17km: rappresentano un miglioramento di circa 6 volte nella risoluzione rispetto alla mappa globale di Plutone raccolta dalla sonda nel complesso del suo avvicinamento. Ricordiamo che – per ragioni di meccanica orbitale, di economia del propellente e a beneficio del resto della missione nella Fascia di Kuiper – non era possibile per la sonda entrare in orbita intorno a Plutone, di conseguenza tutti i dati sono stati raccolti in corsa mentre la sonda gli sfrecciava vicino.

Data l’impressionante mole di informazioni raccolte dagli strumenti scientifici della sonda e considerata la ridicolmente piccola velocità di trasmissione (circa 1,5kbps) ottenibile a quattro ore luce e mezzo di distanza, ci vorranno approssimativamente altri nove mesi per avere tutti i dati nei centri di ricerca sulla terra: per questa ragione ci possiamo aspettare altre sorprese come questa pubblicata oggi, mano a mano che i dati vengono ricevuti, elaborati e poi diffusi.
Per maggiori informazioni, potete leggere questo articolo sul sito ufficiale della Johns Hopkins University.

Cos’è il genio /17

Sei un “giornale” online.
Sei talmente esperto che hai pure installato uno dei millamila plugin che ti permette di pubblicare sulla pagina Facebook che hai aperto ogni articolo che pubblichi sul “giornale“. Leggi tutto “Cos’è il genio /17”

No, la colpa non è degli altri…

Pizzeria (no pubblicità), Milano(Versione aggiornata a seguito di una segnalazione)

Qualche giorno fa un mio contatto su Facebook (ps: grazie Dario) ha pubbllicato una foto presa dalla vetrina di una pizzeria milanese (che è meglio non nominare per evitare di far loro pubblicità).
La foto ritrae un cartello che dichiara che in quella “struttura è vietato l’ingresso Agli Utenti di TRIPADVISOR” in quanto, letteralmente, “Siamo qui per lavorare BENE al 100%… non per subire le FRUSTRAZIONI di Utenti di tale portale Web Per tanto siete pregati di sfogare la vostra rabbia interiore e il vostro malessere altrove“.

Tralascio l’italiano, un po’ carente, perchè preferisco focalizzare la mia attenzione sull’assurdità dell’intero messaggio Leggi tutto “No, la colpa non è degli altri…”

Archivio fotografico della NASA

Santorini, foto NASA ISS017-E-12897La NASA mette a disposizione l’archivio delle fotografie scattate alla Terra dal 1961 ad oggi.

Non si tratta un mero ammassamento di file, ma un motore di ricerca che rende facile trovare (se c’è) una fotografia di una zona del mondo.

Si possono cercare parole chiave per specificare toponimi, formazioni geologiche o anche gli effetti di uno tsunami.

Oppure, molto più divertente, si può utilizzare la mappa interattiva di Google e tracciare un rettangolo entro il quale deve ricadere la foto. Leggi tutto “Archivio fotografico della NASA”

Tutti questi mondi sono vostri…

Giove, Callisto, Io, Europa

Questa incredibile immagine fa parte di una serie ripresa da Hubble e mostra tre dei quattro satelliti galileiani: dall’alto si vedono Io, Callisto ed Europa; le due ombre sono di Callisto ed Europa.

Maggiori informazioni qui.

Mal di testa vettoriale

xmlMi sto dedicando in questi giorni a una revisione del mio sito web e sono incappato in un interessante problema la cui soluzione penso possa interessare gli altri geek.
Dovevo inserire alcune icone social da utilizzare sia nella classica dimensione 32×32 pixel, sia in altre grandezze in pagine diverse. La soluzione iniziale a cui avevo pensato era salvare le immagini nella dimensione più grande necessaria e poi utilizzarle ridimensionadole dove servivano più piccole.
Idea apparentemente buona, ma all’atto pratico non molto gradevole esteticamente: il layout engine del browser si occupa anche di scalare le immagini e applicare lo anti-aliasing dove necessario, ma i risultati visivi variano di molto. Mentre Firefox e Chrome fanno un lavoro abbastanza buono, Internet Explorer – guarda un po’ – fa una riduzione pessima; in nessuno dei tre casi, però, il risultato è ottimale.
Tutte le immagini erano in formato PNG, quello che possiamo definire a grandi linee il GIF dell’informatica moderna: supporta, tra le altre cose, lo alpha compositing e la tavolozza RGB a 24bit. Non è adatto per la grafica professionale – dove dominano JPEG, TIFF e i vari formati proprietari – ma è perfettamente equipaggiato per fornire le grafiche decorative su internet.

Per risolvere il problema della riduzione in maniera definitiva, avrei dovuto preparare immagini di diverse dimensioni a monte: un software di fotoritocco può rimpicciolire una immagine in maniera decisamente migliore rispetto a motore di rendering di un browser. In questo caso però avrei dovuto creare tante copie della immagine quante le dimnsioni di cui avevo bisogno.
Ho quindi iniziato a ragionare su una soluzione diversa più pratica e, possibilmente, più geek. Leggi tutto “Mal di testa vettoriale”

Punti di vista – I Chindōgu

Siamo diventati troppo tecnologici o troppo pigri? Sia come sia, trovo che questa sia una genialata e permette anche di ovviare all’acquisto di un guanto di coppia 😀

Fonte

E’ molto che non posto ma mi piace iniziare il 2014 con una di quei gadget che sono assolutamente inutili al di fuori della specifica funzione per cui sono stati creati. I Giapponesi ne hanno fatto un’arte: si chiamano Chindōgu e gli esempi più classici si sono visti decine di volte in rete.
Stando a Wikipedia i Chindōgu devono avere specifiche caratteristiche:
“1. un chindōgu non può avere un utilizzo reale;
2. un chindōgu deve esistere fisicamente;
3. in ogni chindōgu è insito uno spirito di anarchia;
4. i chindōgu sono strumenti per la vita quotidiana;
5. i chindōgu non sono in vendita;
6. l’umorismo non dev’essere la sola ragione per creare un chindōgu;
7. il chindōgu non è pubblicitario;
8. i chindōgu non trattano mai temi scabrosi;
9. il chindōgu non si può brevettare;
10. i chindōgu non hanno pregiudizi.”

A seguire alcuni dei miei preferiti (e che userei… se sapessi dove comprarli!!): Leggi tutto “Punti di vista – I Chindōgu”

Linee di Nazca in chiave moderna

ChinaNazca

Scopro oggi da un articolo su Wired una serie di misteriose strutture nel mezzo del deserto nel territorio della Cina.
Tramite Google Maps è possibile osservare queste strutture dallo spazio e, se “inquietanti” è una parola troppo grossa da usare, sicuramente sono misteriose, più che curiose e forse anche preoccupanti.

La prima e più evidente è un apparente intrico di piste larghe approssimativamente 10-20 metri.
Non è chiaro se siano cementate, imbiancate o se si tratta di roccia madre ripulita dal suolo. Apparentemente non c’è regoalrità nel disegno: alcune sono rette, altre frastagliate. Misteriosamente tutte iniziano e finiscono bruscamente, non rappresentano nessun percorso chiuso.
A prima vista sembrano veramente delle moderne Linee di Nazca.

Leggi tutto “Linee di Nazca in chiave moderna”

Il lato negativo

Nel campo della fotografia digitale, tutti sanno che esistono alcuni formati standard che negli anni sono diventati ubiqui: per citare i più famosi ricordiamo il TIFF e JPEG normalmente usati per la “fotografia” come generalmente intesa.
Per quanto questi formati siano compresi solo in maniera superficiale dagli utenti – provate solamente a menzionare la compressione lossylossless in una conversazione e i risultati saranno esilaranti – e di conseguenza spesso utilizzati a sproposito, si tratta ad ogni modo di sigle e concetti che sono più o meno entrati nel gergo comune, sia a casa che sul posto di lavoro.

La stessa cosa non può dirsi per quanto riguarda le immagini cosiddette RAW ovvero quei formati immagine (normalmente corredati da appositi meta-dati) che memorizzano i dati grezzi provenienti dai sensori di immagini delle fotocamere digitali. Per fare un confronto con la pellicola – per quanto in termini semplicistici – potremmo dire che un file RAW rappresenta la negativa mentre una immagine JPEG è più simile a una stampa.
L’immagine RAW contiene sostanzialmente tutte le informazioni catturate dal sensore ottico, una foto JPEG è il risultato di una elaborazione (e normalmente anche di una compressione lossy) di queste stesse informazioni: si tratta quindi di un prodotto finito creato però in base a parametri necessariamente meccanicistici dei processori di immagine all’interno della fotocamera. Per tornare alla metafora di prima, qualcosa di simile ai minilab che sviluppano e stampano le negative senza, o quasi senza, intervento umano. Leggi tutto “Il lato negativo”

Il problema di Cassandra

I professionisti del settore spesso ricordano dei semplici principi base della gestione dell’IT.

Tra questi semplici principi ci sono fare i backup, controllare i backup, non mettere i backup sopra i server che vengono salvati e investire in un piano di backup offsite.

Spesso questi consigli vengono accolti con risolini di compatimento o vengono considerati un metodo per vendere delle apparecchiature o per aumentare i giocattoli dell’IT.

Il piccolo problema è che può succedere questo:

Leggi tutto “Il problema di Cassandra”