Cos’è il genio /24

La proprietà della società per la quali lavori è cambiata e contestualmente ti viene cambiata l’email aziendale.

Decidi, pertanto, di modificare l’email registrata su alcuni siti. Tra questi quello del supporto di Citrix (si, quel Citrix, nda).
Vai sulla Dashboard e scegli la voce “Update My Profile“.

Clicchi felice sull’icona di modifica dell’email e inizi a digitare il tuo nuovo indirizzo ma… Leggi tutto “Cos’è il genio /24”

And the sky’s the limit

Questo è un crosspost su SiamoGeek e sul blog di WikiTrek.
Articolo aggiornato il 2017-11-12.

Senza senza essere un supereroe dei fumetti o del cinema, anche per le persone normali esistono avventure che durano una vita.
L’avventura più antica che io ricordi è di essere un Trekker: letteralmente non ricordo un momento della vita in cui non sia stato appassionato della serie TV e, di conseguenza, dello spazio, della tecnologia e dell’esplorazione.
Una avventura, connessa a questa passione, che ho vissuto per molti anni è stata collaborare con un bel gruppo di fan a un progetto che si chiama HyperTrek (e che, nella sua lunga storia, si è chiamato in tanti altri modi).

L’anno scorso Luigi ha scritto un post a proposito di HyperTrek che a prima vista poteva sembrare innocuo, ma che ha piantato un paletto nel cuore di molti di noi con la frase

È assai difficile che nell’immediato futuro HyperTrek venga aggiornato con regolarità.

Per me – e forse anche per altri – questa è suonata come una vera e propria  wake-up call: il segnale che era arrivato il momento di prendere per mano il progetto e non lasciarlo morire. Leggi tutto “And the sky’s the limit”

A Human Fail

Per le strade di Milano è abbastanza comune vedere in questi giorni un manifesto su cui campeggia un astronauta in tuta EVA e sullo sfondo il pianeta Terra visto dallo spazio.
Una simile immagine non poteva naturalmente sfuggire al geek sense e quindi mi sono avvicinato subito a uno di questi cartelloni dopo averlo visto con la coda dell’occhio.

Pare che si tratti della edizione italiana della mostra NASA. A Human Adventure.
Apparentemente si fa molta fatica a trovare informazioni su questa mostra online. Google come primo risultato riporta una notizia sul sito dell’Unione Astrofili Italiani che però sembra stata rimossa. Le ho dato una occhiata dalla cache di Google.

Mi sono accorto solo il giorno dopo dell’esistenza anche di un sito con dominio .it che ho prontamente visitato.
www.ahumanadventure.it: una pagina bianca. Leggi tutto “A Human Fail”

Come non realizzare un sistema

Problema: sei un supermercato; devi inventarti qualcosa per le casse. Che cosa?

Ma certo! Le casse automatiche!

 

Sicuro, ma almeno falle bene!

Leggi tutto “Come non realizzare un sistema”

We’ve been listening to the feedback

Nonostante tutto lo sforzo fatto dalla Scuola italiana per farmela odiare, nemmeno il maledetto flauto dolce o lo schifoso libro di testo sono riusciti a farmi odiare la musica.
Mi piace molto, la ascolto quando posso e so che la posso usare per aiutarmi a cambiare umore quando le cose non vanno bene.

Quando ho scoperto Spotify, ho capito che non avrei potuto farne a meno. Piuttosto costoso, vero, ma tuttavia mi da la possibilità di ascoltare quello che voglio, quando voglio, su tutti i dispositivi che voglio.
Difficilmente potrei chiedere di più, se non forse una maggiore attenzione verso il cliente. Leggi tutto “We’ve been listening to the feedback”

Oltre Star Trek

Quando ho commentato per la prima volta Star Trek Beyond ero seriamente preoccupato che si sarebbe rivelato una porcata senza fine.
La mia impressione originale era che avremmo assistito a un incrocio fra BasicsFast and Furious.

Per quanto in definitiva il film non mi sia comunque piaciuto – per ragioni che chiarirò nel resto del post – devo per prima cosa ammettere obiettivamente che il risultato è molto migliore di quanto immaginassi.
Il film è piuttosto ben confezionato, ricco di azione e non annoia mai. Peccato solo che, come ormai siamo abituati dal 2009, è solo un lontano cugino dello Star Trek che noi tutti abbiamo amato.
Nel resto dell’articolo farò una breve recensione del film: non ne racconterò la trama nei dettagli, ma non mi farò problemi a spoilerare dove necessario. Se non volete rovinarvi la sorpresa, non continuate a leggere.

Leggi tutto “Oltre Star Trek”

Due tool command line

Capita ogni tanto di essere davanti ad un terminale ad aspettare che finisca un’operazione sistemistica oppure di aver bisogno un’informazione e trovarla senza utilizzare un browser.

Questi due programmi sono utili proprio in quei due contesti. Leggi tutto “Due tool command line”

SIAE Una inutile società ferma al 1960

10572039_10203275521666965_4353595355275909131_oPremetto che per la SIAE io sono sostanzialmente il sig. nessuno. Sono un autore compositore melodista che ha depositato svariati brani alcuni dei quali pubblicati su Itunes e simili.
Premetto inoltre che per ogni vendita digitale, la SIAE mi riconosce un abbondante 0,03€ medio a brano (e prendo i 24/24). Da alcuni anni, mi arriva semestralmente il rendiconto, che quando va bene è composto da una dozzina di pagine fronte e retro a colori (1hg di carta).
Il saldo è mediamente positivo di 0,5 o 1€ e quindi non mi vengono retribuiti in quanto inferiori a 15€. Tra costi di spedizione stampa normalmente alla SIAE costa più documentarmi che pagarmi. Se quello che succede a me che sono il Sig. nessuno, succede ai tanti altri Sig. nessuno saranno migliaia gli euro buttati in carta e spedizioni. Oggi incredibilmente mi arriva un plico un po’ più cicciotto, 16 pagine fronte e retro a colori e INCREDIBILE, un saldo positivo di oltre 20€. Sono andato subito a controllare, e scopro che ho ricevuto quella cifra per una canzone (che a loro dire è stata ‘rilevata’ in una trasmissione dal vivo, che ho depositato anni fa, ma che non è mai stata pubblicata. In conclusione, la SIAE, mi foraggia di carta ogni 6 mesi e si trattiene i miei euro (inferiori a 15) finché non diventano > 15. Nell’unica occasione in cui la cifra è diventata spaventosamente più grande (oltre 20€ !!), si tratta di un errore, ma dico io, A CHE CACCHIO SERVE LA SIAE.
Speriamo solo che non arrivino altre 20 pagine per un’eventuale storno, nel caso remotissimo in cui si accorgano dell’errore. Ah, dimenticavo, l’importo è ritirabile entro 30 giorni presso qualsiasi ufficio postale presentato il foglio opportuno che mi è stato allegato, un sistema che andava di moda nel 1960, qualche anno dopo hanno cominciato ad andare di moda i comodi bonifici bancari, ma alla SIAE non piace correre. I geni della SIAE dovrebbero concentrarsi di più a tappare i buchi della cisterna piuttosto che aumentare il flusso, per tenerla piena.

Al posto di studiare per mesi una nuova tassa sulla ‘copia privata’ avrebbero potuto semplicemente commissionare il ‘progetto innovativo’ per l’invio mediante PDF dei rendiconti e fare uno studio approfondito per i sistemi di pagamento elettronico, avrebbero risparmiato più di quanto incassano con la copia privata, facendo pure un figurone, ma purtroppo, il culo è troppo pesante, ASINI.

Estensione esagerata

Il funzionamento dell’informatica per gli utenti è spesso un mistero, più simile a magia nera che a tecnica. C’è da dire che molto spesso, chi lavora in ambito IT e si spaccia per professionista non fa altro che alimentare la confusione, invece di risolverla.
In particolare, un argomento sempre ostico per l’utente è la questione della estensione del nome file: quella sigla poco comprensibile, succinta e spesso incomprensibile che segue il punto dopo il nome del file.

Perchè sia lì, a cosa serva, come sia fatta e via dicendo spesso è un mistero ed è apparentemente complicato far capire alle persone il suo semplice funzionamento.
Tutti sappiamo che, in Windows, l’estensione è un identificativo che, tramite una tabella di associazione, dice al sistema operativo con quale applicativo deve manipolare il file. Per la maggior parte degli utenti, invece l’estensione ha la proprietà magica di rivoluzionare il contenuto del file.

Nei miei corsi, quando cerco di spiegare questo concetto, normalemente prendo un bicchiere di plastica con una etichetta bicchiere attaccata sopra e chiedo alla platea che cosa sia. Quasi tutti riescono a rispondere correttamente, identificando l’oggetto.
Dopodichè cambio l’etichetta con una con scritto forchetta e ripeto la stessa domanda: di nuovo la maggior parte riesce a rispondere correttamente.
Passo infine a chiedere perchè se il bicchiere non è cambiato, perchè un file dovrebbe farlo, semplicemente sostituendo una scritta attaccata sopra. Leggi tutto “Estensione esagerata”

Enjoy-Eni, ritorno al passato

RaccomandataPremessa: sono un felicissimo abbonato a Car2Go, il primo servizio di car sharing privato di Milano. Quando mi sono iscritto, dopo aver fornito tutti i miei dati online (inclusa la patente), mi sono recato a ritirare la tessera in uno dei diversi centri.
Verso la fine di Dicembre dello scorso anno ho cercato di iscrivermi ad un altro servizio identico, Enjoy, di proprietà di Eni. Durante la procedura di iscrizione fatta totalmente online (esattamente come quella di Car2Go) ho scoperto che “informaticamente” la mia patente era scaduta. Sottolineo l'”informaticamente” in quanto nella realta la mia patente era validissima, come aveva anche verificato Car2Go all’atto del ritiro della tessera.

La procedura di iscrizione a Enjoy aveva, comunque, memorizzato la mia email. Leggi tutto “Enjoy-Eni, ritorno al passato”

Telecom: applicazione del “Comma 22”

comma22Non so quanti conoscano il “Paradosso del Comma 22“, definito da Wikipedia come “l’apparente possibilità di scelta in una regola o in una procedura, dove in realtà, per motivi logici nascosti o poco evidenti, non è possibile alcuna scelta ma vi è solo un’unica possibilità.“. Bonvi lo ha utilizzato all’interno di una delle sue tavole di Sturmtruppen in questo modo: “Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di guerra, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di guerra non è pazzo.

Sembra impossibile, ma questo paradosso sembra essere alla base del servizio di Telecom Italia e, soprattutto, alla base dell’avventura che la mia amica ha dovuto affrontare nel mese di Dicembre 2013 con questa società che raggiunge, quindi, la terza (e spero ultima) puntata. Le prime due puntate sono disponibili qui e qui.

Ieri, all’interno di una discussione su Facebook, la mia amica mi scrive:

Per la cronaca […], ricevo or ora telefonata dai tecnici Telecom che mi chiedono se e’ tutto a posto. Rilevano che la linea non e’ utilizzata da qualche giorno e si sono preoccupati di chiedermi se avessi bisogno di ulteriore supporto tecnico. Si scusano per il disguido (che imputano al 187) e mi invitano a chiamare (il 187 appunto) per ogni mia ulteriore necessità.

Sin dalla prima lettura ho avuto l’immagine dei soldati di Bonvi che discutevano sul Comma 22. Perchè è esattamente questo. La colpa dei problemi che abbiamo avuto è del 187. Se ha bisogno chiami il 187.

Oltretutto, a quanto leggo, questa telefonata sembrava partita bene, dimostrazione che forse in Telecom Italia hanno iniziato a leggere la pagina 1 del manuale Marketing 101… “se è tutto a posto“. Si fossero fermati lì avrebbero fatto qualcosa di buono. E invece no, ecco che se ne escono con una frase che indica che tutte le volte che la mia amica ha spiegato l’urgenza dell’intervento trattandosi della seconda casa, usata solo durante i periodi festivi o qualche week-end (“Rilevano che la linea non e’ utilizzata da qualche giorno“).
Poi sembra un nuovo ravvedimento (“Si scusano per il disguido”) e poi la mazzata imputando al 187 la colpa e invitando a chiamare quello stesso numero per ulteriori bisogni.

Sono molto dubbioso di cosa possa succedere in futuro. Non so… ricevere un survey per sapere se la linea Fax e la ISDN sono state installate correttamente.

E’ offensivo dire che sono ridicoli? Beh, io lo dico. Punto.

Telecom: mano destra e mano sinistra non accettano critiche

Giusto ieri avevo raccontato in modo goliardico la simpatica avventura natalizia di cui ero stato spettatore (non pagante oltretutto) tra Telecom Italia e una mia cara amica che ha dovuto attendere poco meno di un mese per riavere la propria linea (telefonica con ADSL) ri-attivata (e sottolineo riattivata).

TelecomPoichè si tratta di una storia vera (ridotta nella sua lunghezza e tagliuzzata di qualche simpaticissimo scambio quasi comico tra la mia amica e gli operatori Telecom) ho voluto inserire il link del post anche sulla pagina Facebook di Telecom Italia.
Ma questa sera, tornando a casa, ho trovato una notifica che mi comunicava (testuali parole): “Ciao Alessandro, siamo spiacenti ma abbiamo dovuto rimuovere il tuo messaggio in quanto conteneva violazioni della nostra policy: http://on.fb.me/policyTI“.

Al che ho voluto andare a vedere questa policy per Leggi tutto “Telecom: mano destra e mano sinistra non accettano critiche”

Telecom: la mano destra non sa cosa stia facendo la mano sinistra

Babbo Natale quest’anno, ha deciso di regalarmi una vicenda di ordinaria follia con Telecom Italia: uno dei più classici esempi di come il proverbio “la mano destra non sa quello che fa la mano sinistra” sia più realistico che mai.

La vicenda, a dire il vero, nasce, inconsapevolmente, dopo le vacanze estive, quando, a causa di un motivo sconosciuto durante il cambio di banca non sono stati spostati i RID per il pagamento del Telefono & ADSL installati nella seconda casa di una mia cara amica. E, all’inizio di Dicembre quando si è recata in quella casa, si è resa conto del problema e che Telecom le aveva sospeso entrambi i servizi.
Ha quindi immediatamente provveduto a pagare tutte le bollette arretrate direttamente su sito di Telecom chiedendo contestualmente la riattivazione di entrambi i servizi. Sottolineo riattivazione, in quanto sino alla sospensione sia la linea telefonica che la ADSL funzionavano perfettamente.
Ma questa riattivazione, però, non può avvenire “velocemente”, ma ha bisogno di almeno una decina di giorni… “normali tempi tecnici“.

Piccola nota: il termine “tempo tecnico” Leggi tutto “Telecom: la mano destra non sa cosa stia facendo la mano sinistra”

Punti di vista – I Chindōgu

Siamo diventati troppo tecnologici o troppo pigri? Sia come sia, trovo che questa sia una genialata e permette anche di ovviare all’acquisto di un guanto di coppia 😀

Fonte

E’ molto che non posto ma mi piace iniziare il 2014 con una di quei gadget che sono assolutamente inutili al di fuori della specifica funzione per cui sono stati creati. I Giapponesi ne hanno fatto un’arte: si chiamano Chindōgu e gli esempi più classici si sono visti decine di volte in rete.
Stando a Wikipedia i Chindōgu devono avere specifiche caratteristiche:
“1. un chindōgu non può avere un utilizzo reale;
2. un chindōgu deve esistere fisicamente;
3. in ogni chindōgu è insito uno spirito di anarchia;
4. i chindōgu sono strumenti per la vita quotidiana;
5. i chindōgu non sono in vendita;
6. l’umorismo non dev’essere la sola ragione per creare un chindōgu;
7. il chindōgu non è pubblicitario;
8. i chindōgu non trattano mai temi scabrosi;
9. il chindōgu non si può brevettare;
10. i chindōgu non hanno pregiudizi.”

A seguire alcuni dei miei preferiti (e che userei… se sapessi dove comprarli!!): Leggi tutto “Punti di vista – I Chindōgu”

Blackout dei sistemi SOGEI

BluUna notizia riportata da pochissimi: il 25 novembre i server di SOGEI sono andati offline.

SOGEI negli anni ha propagandato la sua grandeur raggiunta con i soldi dei contribuenti con lo scopo (anche) di spiare i contribuenti.

Pochi giorni dopo l’audizione autocelebrativa dell’AD di SOGEI in Commissione Vigilanza, i server si sono spenti.

Il comunicato stampa che ne è seguito è uno spaccato di burocratese da nomenklatura sovietica in cui si tenta di spiegare che i server si sono spenti perché il cielo ci è caduto sulla testa mentre era in corso un’invasione aliena durante un allineamento planetario poco favorevole. John Belushi davanti a Carrie Fisher era un dilettante. Leggete il comunicato stampa, ne vale la pena: è il tipico scritto dell’ente pubblico italiano che non perde occasione di pavoneggiarsi, anche quando farebbe meglio a soprassedere.

Altre fonti riportano che il sistema di backup elettrico automatico non funzionava.

Edoardo Narduzzi commenta bene questa figuraccia della tipica società pubblica bravissima a fare la ruota vantandosi di spendere fiumi di denaro pubblico, ma pavida e restia nella trasparenza e nell’efficienza che ci si aspetta da una società in cui “le migliori soluzioni tecnologiche siano poste, sempre, al servizio della collettività“.

L’ultimo miglio

BankruptDue episodi apparentemente scollegati tra loro.

È una settimana che attendo la consegna di un collo (quello che dovrebbe essere il mio nuovo telefono) che ha oramai percorso più chilometri di una sonda Pioneer innanzi e indietro perché chi consegna la merce non legge (non è chiaro se per incapacità o pigrizia) la nota presente nel documento di consegna che indica indirizzo esatto e campanello da suonare.

Oggi il supporto clienti di un rivenditore locale di una famosa società italiana che produce software gestionale mi ha rimbalzato tre volte per un problema di un cliente accampando scuse. Il problema l’ho risolto da solo e non avranno mai da me la procedura necessaria per risolverlo.

Sono due esempi di come l’equivalente della catena di deleghe, appalti e contratti abbia un clamoroso punto debole sull’ultima persona, che, in ultima analisi, rappresenta il marchio famoso di cui sta consegnando un oggetto o per cui sta supportando un cliente con un problema.

Mrketing e PR delle grosse organizzazioni possono fare tutte le pianificazioni che vogliono in merito al customer support e alla customer satisfaction, ma se poi scelgono fornitori, subfornitori e contractor basandosi solamente sul prezzo più basso o praticando politiche capestro per la riduzione dei costi, tutte le pianificazioni restano gran belle parole buttate lì su slide di PowerPoint il cui unico scopo è occupare dello spazio nello storage aziendale.

Perché alla fine è un corriere pagato (poco) un tot a consegna che magari non parla o legge nemmeno bene l’italiano a rappresentare la serietà e l’efficienza di un carrier telefonico così come è l’ultimo dei ragazzi co-co-co pagati una miseria con un training inesistente a rappresentare la serietà di una società italiana che fa pubblicità dei suoi software di contabilità sulle radio nazionali.

Greetings, Professor Falken.

Joshua/WOPR: Shall we play a game?
David: Oh!
Jennifer: I think it missed him.
David: Yeah. Weird isn’t it? Love to. How about Global Thermonuclear War.
Joshua/WOPR: Wouldn’t you prefer a good game of chess?
David: Later. Right now let’s play Global Thermonuclear War.
Joshua/WOPR: Fine.

[Sperando che nel mondo non ci sia chi voglia cominciare una partita…]

Importanti novità in ambito Geek

roma_treasureMi trovo purtroppo costretto a concentrare in un singolo post quattro rilevanti novità, importanti per tutti i Geek, che richiedono immediata attenzione.

La prima notizia è che Google, per fronteggiare la crisi economica galoppante, ha deciso di aggiungere un nuovo layer a Google Maps.
Questo strato, denominato Treasure può essere selezionato con il solito pulsante in alto a destra e consente appunto ai più arditi tra i noi di lanciarsi alla scoperta di tesori e di usare quindi l’aiuto informatico per trovare fortuna.
Affrettatevi ad utilizzare questo strumento perché, pare, potrebbe non essere più disponibile fra qualche ora. Leggi tutto “Importanti novità in ambito Geek”