Turchia e cellulari


La notte appena trascorsa ha visto un tentativo di golpe da parte dell’esercito turco.

I golpe in Turchia non sono cosa nuova, nella storia recente ci sono stati nel 1960, 1971 e 1980. La novità che sta facendo notizia è che Erdogan sia stato intervistato da CNN Türk via Apple Facetime e in quell’intervista abbia detto ai cittadini di riversarsi nelle piazze per dare un segnale.

Subito si sono scatenati i commenti del tenore “hai visto che Internet serve e non devi censurarla?”

Bisogna chiarire alcune cose prima di raccontare storielle infantili con la morale da fratelli Grimm.

Erdogan è un politico di ispirazione religiosa che, come tutta la gente della sua stirpe, vuole solamente il potere, senza curarsi della coerenza (vera o presunta).

Dal punto di vista di una persona simile, Internet è uno strumento di controllo come gli altri e, sempre dal suo punto di vista, anche questa volta è stato usato come tale, infatti CNN Türk ha intervistato Erdogan via Facetime, non la sua opposizione.

Quindi alle cantilene “Hai visto che Internet è utile e non devi censurarla” la risposta di una persona come Erdogan è “Grazie, ma lo sapevo che era utile, hai visto che è anche utile controllarla?”

Da ultimo: no, Erdogan non è apparso orwellianamente su tutti gli iPhone dei Turchi, ha solo usato il suo iPhone per essere intervistato.

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5 risposte a “Turchia e cellulari”

  1. Certo. Solo un appunto “come tutta la gente della sua stirpe” suona razzista. Perché non dire “come tutta la gente di potere”?
    In ogni caso ti metto nella mia rassegna domenicale.

    • Se “razzista” per te vuol dire che ho una pessima reputazione aprioristica di chi discrimina le donne, imprigiona i giornalisti e imbavaglia l’opposizione allora sì, la frase ha una connotazione razzista.

      Non è certo riferita al popolo turco, ci mancherebbe, la “stirpe” è quella in senso lato dei politici che abusano della religione per controllare la gente.

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