Quella che vedete qui a fianco è il risultato della pagina di ricerca di Google.
Non ci credete? Beh, provate a cercare “Zerg Rush” e… guardate.
e c’è ancora chi è convinto che gli informatici non abbiano senso dell’umorismo.
Quella che vedete qui a fianco è il risultato della pagina di ricerca di Google.
Non ci credete? Beh, provate a cercare “Zerg Rush” e… guardate.
e c’è ancora chi è convinto che gli informatici non abbiano senso dell’umorismo.
Nuova versione di Ubuntu, questa volta targata LTS (Long Term Support).
Di norma le versioni di Ubuntu sono supportate per 18 mesi, questa versione verrà supportata per cinque anni, sia nella versione server sia in quella workstation, a differenza delle precedenti LTS in cui il supporto della versione desktop era limitato a tre anni.
Questa versione introduce l’HUD (Heads-Up Display) per cercare rapidamente le informazioni sul proprio computer. L’HUD viene richiamato premendo e rilasciando il tasto Alt e scrivendo quello che si sta cercando.
Altro cambiamento degno di nota è il supporto di IPv6 equiparato ad IPv4: viene considerata attiva anche una connessione priva di IPv4 funzionante, ma con il solo IPv6. (altro…)
Non esiste organizzazione in cui ogni informazione è registrata una volta sola e pretendere di arrivare a questo utopico obbiettivo è irrealistico e, spesso, improduttivo.
Però alcune volte le informazioni sono ridondate in maniera non necessaria, con rischi di costi nascosti dovuti alla manutenzione di più archivi e alle conseguenze del disallineamento degli stessi (o l’allineamento è fatto per via algoritmica o non è). In questo scenario si inserisce spesso un irrazionale antagonismo tra uffici (o tra scrivanie dello stesso ufficio) tale per cui un’informazione come un numero di telefono di un cliente diventa un dato custodito più gelosamente del PIN del bancomat.
(altro…)In un articolo del blog, Iain Mulholland, il direttore del Security Response Center, ha comunicato che è stato pubblicato su Internet il contenuto di un file dei sorgenti di ESX.
Dalle analisi del file, risulta che il file faccia parte dei sorgenti di ESX del 2003 o del 2004, non sono state fornite altre informazioni in merito al tipo di file o al suo ruolo all’interno della struttura dei sorgenti del software.
Dal momento che VMware condivide parte del codice sorgente con partner industriali, la parte pubblicata potrebbe essere stata trafugata sfruttando una vulnerabilità nella sicurezza di uno dei partner, sono in corso le indagini per tentare di individuare la fonte esatta.
ESX è la versione dell’hypervisor abbandonata a partire dalla versione 5.0, che utilizza solamente la versione ESXi, ma non è ancora stato chiarito se il sorgente pubblicato si riferisca all’interfaccia ESX oppure al core del kernel di virtualizzazione, nel qual caso il problema potrebbe interessare anche ESXi. (via CRN)

Dato che questo blog è popolato da numerosi fotoamatori, penso di fare cosa gradita segnalandovi una recente nota di sicurezza emessa da Nikon riguardo le batterie che equipaggiano i modelli di reflex e mirrorless più recenti.
Si tratta della batteria agli ioni di litio EN-EL15 che in alcuni casi può generare un surriscaldamenteo tale da deformare l’alloggiamento nell’impugnataura e, forse, anche provocare qualche piccolo danno fisico.
I modelli di macchina che usano questa batteria sono le Nikon D7000, D800, D800E e Nikon 1 V1.
Solo due partite di batterie possono mostrare questo difetto e vanno identificate tramite numero di serie stampigliato sull’involucro.
I possessori di questo modello di batteria possono trovare tutte le informazioni necessarie per la corretta identificazione e per l’eventuale richiesta di sostituzione alla pagina https://nikoneurope-it.custhelp.com/app/answers/detail/a_id/52337
Siamo onesti… a quanti di noi è capitato di inviare un’email non ancora completa o depurata da certi commenti o, peggio, di inviarla alla persona sbagliata?
Ok, ora che abbiamo fatto un po’ di sano outing, possiamo leggere, sorridendo, questo articolo.
Racconta di come 1300 dipendenti, nelle diverse filiali mondiali di Aviva, una società inglese, abbiano ricevuto una “simpatica” email che recitava, come riportato dall’articolo stesso:
“I am required to remind you of your contractual obligations to the company you are leaving. You have an obligation to retain any confidential information pertaining to Aviva Investors operations, systems and clients.
I would like to take this opportunity to thank you and wish you all the best for the future.”
Sebbene già qualche minuto dopo siano arrivate le scuse per questo incredibile errore, l’email era infatti diretta ad un solo dipendente, la cosa ha generato un po’ di “suspence”, visto che qualche giorno prima era stato annunciato un ulteriore “rinnovamento” del board ed è già programmata una riduzione dei posti di lavoro.
Mi hai “bloccato” su Facebook per qualche anno. Vabbuò.
Hai ignorato le mie numerosissime richieste di rimuovere una mia foto da un tuo album, sino al punto di costringermi a passare tramite Facebook affinchè fosse tolta.
Poi, di colpo, mi hai “sbloccato” solo perchè ti serviva leggere un mio post e io, per evitare problemi, ho preferito bloccarti io.
E tu? Ti lamenti di questa cosa?
Ma sei un genio !
Il 23 aprile 1982 veniva lanciato un computer storico: lo ZX Spectrum della Sinclair.
Non si tratta dell’Enterprise e dell’Intrepid, ma dell’Enterprise e dell’Intrepid.
Lo so che questo titolo farà alzare a dismisura le hit di questa pagina, ma non l’ho scelto per questo. 🙂
Come fa notare Mikko Hypponen (ne avevo bisogno perché non seguo gli eventi sportivi), la trentesima olimpiade estiva che si terrà a Londra espressa, come d’abitudine, in numeri romani contiene la stringa XXX.
Bloccare quella stringa nel firewall/proxy è semplicemente da pirla, ma so che succederà, specialmente a quelli che metteranno .xxx non sapendo che il sistema interpreta una regex che matcha la stringa xxx preceduta da un qualsiasi carattere.
Prepariamoci al salto degli ostacoli dei falsi positivi.

National Geographic ha pubblicato un’immagine GigaPan del cockpit del Discovery realizzata da Jon Brack.
Questa e solamente una delle dodici foto GigaPan realizzate dall’autore. (via BoingBoing)