Linux 3.3

È stata rilasciata la versione 3.3 del kernel di Linux.

Tra le novità degne di nota ci sono:

  • inclusione di parte del codice di Android, alcune parti tipiche del sistema operativo mobile rimarranno ancora fuori da Linux, ma la gran parte del codice è in fase di integrazione;
  • migliorie e aggiunta della funzione di debugging del file system btrfs;
  • aggiunta del supporto di Open vSwitch, che potenzia lo switch virtuale già presente (linux bridge);
  • aggiunta della funzionalità di teaming delle interfacce di rete che migliora l’attuale bonding.

Il resto delle novità e i dettagli possono essere letti qui.

Autore: Luigi Rosa

Consulente IT, sviluppatore, SysAdmin, cazzaro, e, ovviamente, geek.

14 pensieri riguardo “Linux 3.3”

  1. Siamo rimasti col 2.6 dal lontano 2003 fino a pochissimo tempo fa.
    Ora in pochi mesi un proliferare di nuove versioni (3).
    E considerando che anche i numeri dispari sono stabili il fenomeno è ancora più evidente.
    Un sempre maggiore interesse per il pinguino che ha dato una grande spinta allo sviluppo.
    Oppure semplicemente un processo di versioning/revisioning differente?
    Una volta prima del rilascio della versione pari (stabile) passavano anni nei quali
    ogni aspetto veniva testato con cura maniacale.
    Speriamo di non dover rimpiangere quei tempi 🙂

  2. Nessun nuovo impulso, ma semplicemente anche il kernel di Linux ha fatto una mozillata.
    Per chi non fosse al corrente, traduco: diversi programmi di grande diffusione (per primo credo sia stato Opera, e a seguire Firefox e Thunderbird) hanno deciso che per farsi preferire dagli utenti comuni, avrebbero dovuto abbandonare il sistema di versioni del tipo “2.04.35” e passare ad un sistema di versioni dove ogni nuovo rilascio non beta doveva avere un numero decisamente e visibilmente piu` alto del precedente. E cosi` siamo a Firefox 11, quando l’anno scorso c’era il 3. Trovo questa scelta una porcheria da marketing di bassa lega, ma a quanto pare funziona nel suo scopo di attirare l’attenzione di una grande fascia di persone verso il prodotto, che cosi` facendo sembra essere “molto piu` vivo”, mentre in realta` lo e` esattamente quanto lo era prima.

    1. Riflessione: su alcune distro all’interno della stessa versione non è contemplata la possibilità di salto di versione del kernel.
      Esempio RHEL (e CentOs) che sono rimasti alla 2.6.x.x.x.x.x.x.
      Mi sa che dovranno adattarsi 🙂

      1. Il kernel 2.6 è ancora mantenuto attivamente perciò non c’è problema. È normale che una distribuzione server-oriented come RHEL usi ancora il kernel 2.6: magari il prossimo anno decideranno che il kernel 3.x è sufficientemente maturo e RHEL 7 lo adotterà.

        1. La mia riflessione (peraltro sterile…) riguardava un altro aspetto.
          Una volta usciti in RHEL7 con un kernel 3.0, con le guidelines attuali non potranno adottare le novità introdotte dalla 3.1 – 3.2 che con il vecchio sistema corrisponderebbero a 3.0.1 3.0.2 (quindi valide).
          Staremo a vedere ….

          1. Ok, ma le guideline non sono state rivelate da Linus Torvald quando qualcuno di RedHat e’ salito su un monte ed e’ sceso con le guideline incise su blocchi di pietra.
            Ne’ sono il frutto di imprescindibili leggi fisiche.

            Basta cambiare le dannate guideline.

  3. Si’ Luigi, ma c’e’ un motivo per dividere le release in major, minor e sub. Se eliminiamo la suddivisione, non si puo’ piu’ sapere, a priori, il livello di compatibilita’ di una nuova release con la precedente.
    Non so per quanto riguarda il kernel (non sono un sistemista) ma questo scherzo di mozilla con le versioni di firefox a mandato a puttane ogni tentativo di gestire decentemente gli aggiornamenti dei plugin

  4. Ma se io devo usare linux su un pc, che ci faccio col codice di Android nel kernel?

    Non e` che un giorno qualche genio mettera` anche il codice di OpenOffice.org nel kernel?

    1. Da questa domanda deduco che tu non abbia mai compilato Linux.

      Il codice e’ nel kernel solamente se tu lo includi, come la maggior parte dei componenti non essenziali (certo, non puoi escludere lo scheduler perche’ avresti QUALCHE problema).

      Se scarichi il kernel e fai un bel
      make {config|menuconfig|xconfig|gconfig}
      ne vedi delle belle.

  5. Si, ammetto di non aver mai compilato il kernel di linux. Ho vaghi ricordi di una ricompilazione di un SystemV, e sospetto che allora fosse meno facile includere/escludere qualcosa…

    Ma il mio dubbio rimane tale e quale. Il kernel dovrebbe essere giusto quello che il nome implica, un nucleo di servizi base. Non dico che tutti i sistemi operativi debbano avere un microkernel, ma nemmeno un BloatKernel (questo termine l’ho inventato io).

        1. Se fai una battuta del genere nella mailing list potresti anche trovare qualcuno che ti fa gentilmente notare che Android e’ un sistema operativo e OOo e’ un applicativo “da userland” 🙂

          1. Sigh, sembra di essere tornati indietro di trent’anni, quando anche MS-DOS veniva chiamato “sistema operativo” 🙂

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