Il mondo a due velocità

HMS Belfast - Speed telegraph & dialsMi sto accorgendo che ci sono due realtà che vivono esperienze parallele con pochissimi punti di contatto.

Per quanto possa sembrare l’incipit di una storia come I mondi dell’Impero di Keith Laumer, è quello che mi capita spesso di vivere tutti i giorni.

Da un lato c’è la velocità delle persone che utilizzano le comunicazioni elettroniche: problemi risolti con quattro mail (ringraziamenti inclusi), dati in tempo reale, informazioni reperite online con relativamente pochi problemi. Il tutto indipendentemente dal fatto che l’interlocutore si trovi a 10, 100, 1000, 10.000 chilometri di distanza, anzi ignorando del tutto dove sia l’interlocutore.


L’altra realtà parallela, che magari è quella del mio vicino di casa o della persona che sta davanti a me alla fila del supermercato, è quella simile a 20, 30 o 40 anni fa. Notizie un paio di volte al giorno (TG e quotidiano oppure TG e GR), informazioni che viaggiano sulla scala dei giorni anziché dei minuti e forte dipendenza dalla posizione fisica o dai ritmi giornalieri dell’interlocutore per poter scambiare informazioni.

A fianco a persone che prenotano il volo sul sito del vettore e l’albergo su siti di aggregazione turistica pagando con la carta di credito c’è chi chiama l’albergo dove va tutti gli anni, concorda il periodo e poi invia il vaglia o, peggio, fa una ricarica della PostePay del titolare come acconto.

Come le persone, così si muovono a velocità diverse anche ditte, organizzazioni e professionisti vari. Da un lato chi stampa, copia, ristampa, protocolla, ricopia, archivia, protocolla, trascrive, protocolla… Dall’altro chi riceve nella inbox, verifica e archivia (indifferentemente in una directory, una mailbox o nel /dev/null) senza scomodare troppa burocrazia.

Senza vole dare giudizi di merito, in questa dicotomia della realtà il rischio è che le persone accelerate prima o poi capiscano la loro superiorità strategica e inizino a trarne beneficio con metodi non etici. Di contro, le persone non-accelerate potrebbero reagire frapponendo ostacoli perché non capiscono, e quindi temono, la controparte.

Autore: Luigi Rosa

Consulente IT, sviluppatore, SysAdmin, cazzaro, e, ovviamente, geek.

6 pensieri riguardo “Il mondo a due velocità”

  1. In realtà esistono più situazioni, e persone che combinano accelerazione e non-accelerazione. Molti sono “accelerati” solo per quanto riguarda il lavoro, in quanto gli viene imposto, poi tornano a casa e non toccano un computer nemmeno sotto tortura, e quindi vivono il resto della vita rallentati.
    Altri amano fare alcune cose secondo modernità e altre cose in maniera tradizionale.
    Tutto ciò è comunque giusto. Le opportunità devono essere disponibili, ma poi è una scelta di ognuno decidere se e come usarle. Le imposizioni non sono mai giuste.

  2. Sul fatto che le persone non-accelerate possano frapporre ostacoli direi che abbiamo già avuto la dimostrazione più e più volte. L’accelerazione di fatto penso sia solo risultante di altre componenti, prima fra tutte l’ignoranza, la mancanza di volontà d’affrontare il cambiamento, la conoscenza e l’innovazione, motivo per cui c’è una pseudocronista che vuole querelare twitter, uno pseudocantante che vuole chiudere un sito di satira, uno pseudogoverno che investe sulla banda larga non per l’innovazione ma perché fa lavorare gli operai che mettono giù i cavi, ecc ecc… Gente così c’è sempre stata e sempre ci sarà, ma fortunatamente, per quanti ostacoli porranno, perderanno sempre miseramente e la storia li dimenticherà o deriderà per i prossimi secoli.

  3. Aggiungi anche problemi come il digital divide che costringe persone che vorrebbero accelerare nelle autostrade telematiche ad arrancare su sentieri neppure asfaltati. La situazione è frammentata e la miopia di alcuni la mantiene tale.

  4. Il paragone con l’analfabetismo sara` scontato, ma e` sempre attuale.

    Chi sa leggere e far di conto ha una marcia in piu` sugli altri (che peraltro puo` anche adoperare in maniera truffaldina)

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