Sei domande per la scienza

Trattare di politica non è lo scopo di questo blog ed è un tema fin troppo inflazionato e noioso.

Quando i vari politici e politicanti chiedono i voti dei cittadini parlano di tutto tranne che di temi scientifici. Le Scienze (gruppo editoriale L’Espresso, per doverosa completezza di informazione) ha stilato sei domande da proporre ai candidati delle primarie degli schieramenti politici. Man mano che le risposte arriveranno, verranno pubblicate sul sito.

Le domande sono:

  • Quali politiche intende perseguire per il rilancio della ricerca in Italia, sia di base sia applicata, e quali provvedimenti concreti intende promuovere a favore dei ricercatori più giovani?
  • Quali misure adotterà per la messa in sicurezza del territorio nazionale dal punto di vista sismico e idrogeologico?
  • Qual è la sua posizione sul cambiamento climatico e quali politiche energetiche si propone di mettere in campo?
  • Quali politiche intende adottare in materia di fecondazione assistita e testamento biologico? In particolare, qual è la sua posizione sulla legge 40?
  • Quali politiche intende adottare per la sperimentazione pubblica in pieno campo di OGM e per l’etichettatura anche di latte, carni e formaggi derivati da animali nutriti con mangimi OGM?
  • Qual è la sua posizione in merito alle medicine alternative, in particolare per quel che riguarda il rimborso di queste terapie da parte del SSN?

In un secondo tempo verrà stilato un altro elenco di domande da porre ai candidati premier, che siano stati scelti con le primarie o nominati direttamente dagli schieramenti.

Per seguire l’iniziativa e partecipare alla stesura delle domande da porre ai candidati premier, il dibattito è aperto sul gruppo Facebook Dibattito Scienza o via Twitter con l’hashtag #dibattitoscienza

Autore: Luigi Rosa

Consulente IT, sviluppatore, SysAdmin, cazzaro, e, ovviamente, geek.

8 pensieri riguardo “Sei domande per la scienza”

  1. Potrebbe essere interessante. Ma in questo momento i candiati sanno benissimo che scienza ricerca sono all’ultimo posto nell’interesse del pubblico.

    Scommetto che riceveranno ben poche risposte oltre alle solite, stuccevoli, generiche dichiarazioni di principio.

    1. Vero, ma e’ proprio il preiodo pre-elettorale l’unico in cui il pubblico puo’ dimostrare al politico che e’ interessato ai temi scientifici (e medici).

  2. Per fortuna Le Scienze non è nuova a iniziative di questo tipo, peccato la volta precedente il risultato sia stato disastroso.
    Speriamo che – a distanza di qualche anno – la situazione sia migliorata.

Spazio per un commento