Bambini, andate a giocare altrove!

Un cliente decide di attivare una linea Internet di terra (SHDSL) con Vodafone.

A livello di pure linee di terra business per il collegamento a Internet sono abbastanza neutrale: una volta che ho la mia classe di IP pubblici non nattata sulla porta ethernet dell’apparato del provider e non ho filtri sulle porte o cazzate come il bandwidth throttling a me vanno bene tutte. È più un problema commerciale del cliente che altro.

Il /29 che è stato assegnato probabilmente faceva parte di un vecchio blocco pubblico ad assegnamento dinamico che è stato riciclato perché due o tre mail server rifiutano di ricevere la posta dal mail server aziendale dietro la nuova connessione.

Dal momento che sono abituato a questo comportamento, avevo lasciato come al solito Postfix con il soft bounce attivo in modo tale da poter intervenire guardando la coda della posta in uscita reindirizzando a botte di transport la mail che rimaneva in coda sul mail relay del provider indicato nella documentazione allegata all’attivazione della linea.

Dopo due giorni la cosa si è normalizzata. Qualche giorno più tardi un utente mi dice che la posta verso Alice.it rimbalza e mi inoltra questo:

while talking to smtp.aliceposta.it.:
>>> MAIL From:<xxx@xxx.it> SIZE=63750 BODY=7BIT
<<< 550 mail not accepted from blacklisted IP address [91.80.36.102]
<<< 554 5.0.0 Service unavailable

91.80.36.102 non è un IP della classe /29 assegnata al cliente, ma l’IP del relay esterno di Vodafone che mi è stato detto di utilizzare e che ha funzionato correttamente fino a poche ore prima anche con Alice.it

Fortuna che per queste emergenze ho un mail server in hosting fuori dall’Italia con tanto di rDNS sul nome e tutto configurato ammodo; è bastato, quindi, configurare quel mail server per accettare il relay dal cliente e configurare il routing della mail del cliente per recapitare i messaggi verso alice.it attraverso il mio server.

Però sarebbe anche l’ora che i provider italiani la smettessero di farsi questi sgambetti puerili e che venga accettata la concorrenza, anche se Telecom ha una lunga storia che parte dal 1995 (vissuta in prima persona) che dimostra la loro genetica incapacità di operare in un contesto di libera concorrenza sul mercato di Internet.

Autore: Luigi Rosa

Consulente IT, sviluppatore, SysAdmin, cazzaro, e, ovviamente, geek.

2 pensieri riguardo “Bambini, andate a giocare altrove!”

  1. Nel caso di Telecoma, puo’ andare tranquillamente a giocare in mezzo alla corsia interna del Gra…

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