Metti una volpe nel cellulare con #FirefoxOS

FirefoxOSPassando davanti a un negozio di cellulari del nostro ex-monopolista di telefonia radiomobile, ho visto in vetrina un prodotto di cui avevo già letto, ma che pensavo fosse ancora di la da venire sul mercato; ovviamente mi sbagliavo e penso sia utile aggiornare anche altri Geek smemorati come me.

Si tratta di un cellulare dotato del nuovo sistema operativo Firefox OS prodotto dalla Mozilla Foundation : in Italia per il momento questo apparecchio è distribuito in esclusiva da TIM (lo scopo di questo post non è pubblicitario e quindi non aggiungo nessun link, chi fosse interessato ad approfondire può fare una ricerca sul web per marca e modello: Alcatel One Touch Fire).

Tutti sappiamo che Mozilla è nata da una costola di Netscape con lo scopo originario di dedicarsi allo sviluppo della versione opensource di Netscape Navigator nella forma di una suite integrata di nome Mozilla Application Suite.
Per quanto questo ultimo prodotto non abbia mai avuto grande successo di pubblico, esattamente il contrario si può dire del successivo prodotto di Mozilla: Firefox il browser che, prima dell’arrivo di Google Chrome, riuscì finalmente a scardinare il monopolio di Internet Explorer non a colpi di carta bollata, ma, più coerentemente con il mondo dell’informatica, tramite una dotazione tecnologica che gli era in buona sostanza superiore da ogni punto di vista. Firefox OS nasce appunto dall’esperienza accumulata su questo browser.Verrebbe da chiedersi se c’era proprio bisogno di un altro sistema operativo mobile quando Android ha sostanzialmente vinto (almeno numericamente) la guerra contro iOS e che gli altri sistemi sono relegati a un ruolo del tutto secondario.
Mozilla lo definisce il primo sistema operativo mobile completamente open in quanto si basa in toto su tecnologie web aperte come HTML5 e Javscript, nelle parole dello sviluppatore:

Firefox OS is free from the rules and restrictions of existing proprietary platforms

Non è una novità: anche nel suo Manifesto Mozilla fa di “openness” e “Internet is developed in a way that benefits everyone” due capisaldi della propria ragion d’essere.
Quindi potremmo dire che, per prima cosa, si tratta di una questione di principio: continuare anche nel campo degli OS una missione per mantenere un ecosistema completamente aperto e basato su standard e una via d’uscita a un gruppo di OS per il mercato mobile che il direttore ricerca di Mozilla ha dichiarato senza mezzi termini un Walled garden.
D’altra parte, non dimentichiamoci l’aspetto più basicamente economico: gli smart devices basati su questa piattaforma, infatti, prometteno di essere i più economici sul mercato – e i primi modelli disponibili sembrano confermare questa tendenza. Essendo appunto un sistema aperto, non è gravato da pagamenti di fees , può vantare un numero ampio di sviluppatori su tecnologie già consolidate sul web ed è compatibile con hardware eterogeneo.
Firefox OS è compatibile con diversi apparecchi che supportano Android, ma è stato portato (per quanto con molte limitazioni) anche su Raspberry Pi aprendone già la strada a un uso meno mobile e più da scrivania.

Per fare una piccola digressione tecnologica, ricordiamo che questo OS include tre principali strati software: Gonk, Gecko e Gaia.
Gonk contiene il kernel Linux e lo Hardware Abstraction Layer. Quest’ultimo contiene alcune parti in comune con la sua controparte in Android, per esempio il GPS e la fotocamera. Gonk è in sostanza una semplicissiam distribuzione Linux che ha come l’unico scopo di supportare Gecko e di offrirgli accesso completo all’hardware.
Gecko è lo Application Runtime del sistema, come già discusso implementa standard aperti come HTML, CSS, e JavaScript. Contiene gli stack di rete e video e comprendo il layout engine.
Gaia è l’interfaccia utente del sistema e comprende una serie di applicazioni standard sugli smartphone come client e-mail, calendario sistema di messagistica, fotografia oltre naturalmente la telefonia e la relativa rubrica contatti. In firefox OS, Gaia gira appoggiandosi al già citato Gecko, ma può funzionare anche su altre piattaforme che supportano HTML, CSS, and JavaScript, gli unici tre standard su cui si basa.

Una interesante tecnologia di Firefox OS è la adaptive search ovvero un tentativo di superare il problema della apps discoverability. Secondo alcuni ricercatori, qualcosa come due terzi delle app presenti attualmente sui vari marketplace potrebbe essere difficile da trovare e quini raramente usata dagli utenti. La tecnologia di ricerca di Firefox OS dovrebbe rispondere a questo problema effettuando ricerche più ampie e adattate al comportamento dell’utente.

 

Autore: Luca Mauri

Prima di tutto un Geek e un Trekker, Luca Mauri lavora come IT Manager. Entusiasta della esplorazione spaziale e della scienza in generale. È un lettore vorace e un fotografo amatoriale. Fa parte della piccola schiera degli INTJ.

8 pensieri riguardo “Metti una volpe nel cellulare con #FirefoxOS”

  1. FirefoxOS, come S.O. open, potrebbe essere una possibile risposta alla domanda lanciata da Mikko Hypponen in “How the NSA betrayed the world’s trust”?

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