Nove anni, 5 miliardi di chilometri

Per chi non fosse aggiornato, questa mattina la sonda New Horizons della NASA è stata risvegliata per l’ultima volta dalla modalità ibernazione in vista del suo incontro con Plutone la prossima estate.

L’ibernazione dei sistemi di bordo è una tecnica di cui la New Horizon è stata pioniera e consente di ridurre il consumo degli strumenti così come l’ìimpegno delle stazioni riceventi e del personale sulla Terra, contenendo così anche i costi accessori alla missione.
La sonda è stata svegliata periodicamente due o tre volte all’anno per verificare lo stato dei sistemi di bordo, effettuare studi scientifici su oggetti astronomici incontrati lungo il viaggio – ricordiamo l’asteroide 132524_APL e la luna Callirrhoe – ma da questo momento in poi la sonda non entrerà più in ibernazione e inizierà la sua lunga analisi scientifica di Plutone e Caronte.

Successivamente al suo incontro con questi due oggetti, scopo fondamentale della missione, la sonda potrà identificare ulteriori oggetti della Fascia di Kuiper da studiare negli anni 2016-2020, tuttavia la piccola quantità di idrazina rimasta nei serbatoi del RCS limita le sue possibilità di manovra. La missione scientifica si dovrebbe concludere nel 2026, ma nel 2038 la sonda sarà a 100AU dal Sole e potrebbe studiare la eliosfera se i suoi strumenti scientifici saranno ancora in funzione (lo RTG a bordo della sonda dovrebbe essere in grado di fornire ancora una potenza di circa 160W per quella data).

Maggiori informazioni sulla missione sono disponibili sul sito dedicato presso NASA, nella sezione dedicata sul sito del Johns Hopkins’ Applied Physics Laboratory e sulla esauriente pagina sulla Wikipedia.

Autore: Luca Mauri

Prima di tutto un Geek e un Trekker, Luca Mauri lavora come IT Manager. Entusiasta della esplorazione spaziale e della scienza in generale. È un lettore vorace e un fotografo amatoriale. Fa parte della piccola schiera degli INTJ.

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