‪#‎NASARemembers‬

2015 NASA Day of Remembrance

Lo scorso 28 gennaio ricorreva il Day of Remembrance della NASA, dedicato a tutti gli astronauti caduti nel tentativo di esplorare lo spazio.

Queste persone, nelle parole del Presidente Obama

[…]have made the ultimate sacrifice in our quest to push new boundaries, and explore new frontiers.

Nei media in generale se ne è parlato poco o niente, quindi mi sembrava quanto mai opportuno spendere due parole, almeno qui.
Per alcuni è un giorno di discorsi pieni di retorica, per altri è un giorno del ringraziamento a persone davvero speciali. Leggi tutto “‪#‎NASARemembers‬”

Nove anni, 5 miliardi di chilometri

Per chi non fosse aggiornato, questa mattina la sonda New Horizons della NASA è stata risvegliata per l’ultima volta dalla modalità ibernazione in vista del suo incontro con Plutone la prossima estate.

L’ibernazione dei sistemi di bordo è una tecnica di cui la New Horizon è stata pioniera e consente di ridurre il consumo degli strumenti così come l’ìimpegno delle stazioni riceventi e del personale sulla Terra, contenendo così anche i costi accessori alla missione.
La sonda è stata svegliata periodicamente due o tre volte all’anno per verificare lo stato dei sistemi di bordo, effettuare studi scientifici su oggetti astronomici incontrati lungo il viaggio – ricordiamo l’asteroide 132524_APL e la luna Callirrhoe – ma da questo momento in poi la sonda non entrerà più in ibernazione e inizierà la sua lunga analisi scientifica di Plutone e Caronte.

Successivamente al suo incontro con questi due oggetti, scopo fondamentale della missione, la sonda potrà identificare ulteriori oggetti della Fascia di Kuiper da studiare negli anni 2016-2020, tuttavia la piccola quantità di idrazina rimasta nei serbatoi del RCS limita le sue possibilità di manovra. La missione scientifica si dovrebbe concludere nel 2026, ma nel 2038 la sonda sarà a 100AU dal Sole e potrebbe studiare la eliosfera se i suoi strumenti scientifici saranno ancora in funzione (lo RTG a bordo della sonda dovrebbe essere in grado di fornire ancora una potenza di circa 160W per quella data).

Maggiori informazioni sulla missione sono disponibili sul sito dedicato presso NASA, nella sezione dedicata sul sito del Johns Hopkins’ Applied Physics Laboratory e sulla esauriente pagina sulla Wikipedia.

Recuperate alcune parti degli F-1 Apollo

Copyright Bezos Expeditions
Copyright Bezos Expeditions

La missione F-1 Engine Recovery di Bezos Expeditions è riuscita a recuperare alcune parti dei motori F-1 utilizzati nel primo stadio (S-IC) dei razzi Saturn V della missione Apollo XI.

L’F-1 resta ad oggi il più potente motore a singola camera alimentato da combustibile fluido: ognuno dei cinque esemplari montati sul Saturn misura 5,64 metri di altezza e 3,72 metri di larghezza e sviluppa circa 680 tonnellate di spinta (6,675 meganewton). Ciascuno di quei bambini consumava ogni secondo 1,79 tonnellate di ossigeno liquido (LOX) e 0,788 tonnellate di cherosene RP1.

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50 anni fa questo discorso di JFK

I am delighted that this university is playing a part in putting a man on the moon as part of a great national effort of the United States of America.

Many years ago the great British explorer George Mallory, who was to die on Mount Everest, was asked why did he want to climb it. He said, “Because it is there.”

Well, space is there, and we’re going to climb it, and the moon and the planets are there, and new hopes for knowledge and peace are there.

Eruzione solare in scala

Da solo questo video di un’espulsione di massa coronale (CME) basterebbe a raggiungere e superare senza troppa difficoltà il sense of wonder di molte produzioni fantascientifiche.

E questa immagine in scala rende quasi impossibile comprendere la portata dell’evento:

Magnificent CME Erupts on the Sun with Earth to Scale

(via Discover)

L’inutilità della burocrazia

Quando si parla di burocrazia, viene subito in mente la Pubblica Amministrazione.

Tuttavia molti, specialmente le persone che riescono ad avere un minimo di autorità nella catena alimentare di un’azienda, tendono ad implementare il medesimo schema burocratico della PA. La spiegazione del perché ciò accada non compete chi scrive, il quale si limita alla constatazione dei fatti.

L’abuso della burocrazia viene spesso utilizzato come espediente per evitare responsabilità; in altri casi si scade nella burocrazia quando si esasperano documentazione, tracciabilità o similari. Il risultato è un mostro autoalimentante che finisce per alimentarsi voracemente di risorse.

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Una buona ragione per passare da Varese

Roccia lunare / Moon rockPer tutto il mese di aprile presso la sede della Provincia di Varese è allestita una mostra dedicata all’esplorazione spaziale realizzata grazie al contributo e all’entusiasmo dei membri della Fondazione Osservatorio Astronomico di Tradate.

L’esposizione contiene alcuni pezzi veramente unici, a partire da una incredibile riproduzione in scala 1:1 dell’intero modulo di comando (CM) dell’Apollo 16. Non si tratta di una ricostruzione hollywoodiana del CM, bensì del risultato di mesi di lavoro di appassionati che hanno fatto di tutto per garantire la massima fedeltà possibile. Questo oggetto da solo vale un viaggio per essere visto.

Nel percorso espositivo ci si imbatte anche in una piramide di resina trasparente contenete un bel campione di roccia selenica la cui foto appare in apertura di questo articolo.

Completano la mostra degli interessantissimi pannelli realizzati dal FOAM13, oggetti provenienti dalle missioni Apollo e Skylab, memorabilia e altro materiale molto interessante.

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Ultimo giro – Parte 2

I diversi rinvii da parte della NASA sono infine risultati in un lancio in un momento assolutamente sconveniente per i lavoratori a tempo pieno.  Così molti di noi si sono persi la diretta del lancio, tuttavia non manchiamo qui una breve cronaca di quello che sarà l’ultimo viaggio della Endeavour nella missione STS-134.

Nel primo tentativo di lancio, il conto alla rovescia venne interrotto a causa di un guasto a due riscaldatori delle condutture dell’idrazina nella APU numero uno, oggi si è verificato un problema minore con un piccolo danno ad alcune delle piastrelle isolanti vicine al portello di accesso.
Mentre il primo problema è risultato appunto nello slittamento di due settimane del lancio, il secondo problema è stato invece risolto in breve tempo in loco grazie a un apposito kit di riparazione. Leggi tutto “Ultimo giro – Parte 2”

Doppietta spaziale

Una breve nota sui recenti successi delle sonde spaziali americane MESSENGER e New Horizons.

Sfortunatamente la notizia è passata in buona sostanza sotto silenzio nei nostri media, un po’ per lo spazio giustamente dedicato all’anniversario della Unificazione, un po’ per la mancanza di preparazione e interesse verso tutto quello che è vera scienza – cosa decisamente meno giustificata o giustificabile.

Ad ogni modo, Siamo Geek rimedia qui alla distrazione dei nostri giornalisti segnalando due importanti successi – occorsi curiosamente nello stesso giorno – in campo spaziale di altrettante sonde robotizzate della NASA.

Il primo riguarda la sonda MESSENGER: è una missione di classe Discovery diretta verso il pianeta Mercurio, lungo una complicata serie di fly-by durata la bellezza di 6 anni e mezzo e che ha interessato la Terra, Venere e infine Mercurio.
Il 18 Marzo la sonda è entrata in orbita intorno al pianeta più interno del Sistema Solare: si tratta del primo manufatto umano a riuscire nell’impresa, complicata dall’effetto preponderante della forza gravitazionale del vicino Sole.
Il prossimo 23 Marzo il team scientifico inizierà l’accensione e i test dei vari strumenti e, finalmente, il 4 Aprile partirà la vera e propria raccolta dei dati. La missione, salvo imprevisti tecnici, durerà almeno dodici mesi, completando un orbita ogni 12 ore.
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Ultimo giro – Parte 1

Un breve commento sul lancio della STS-133 e del suo carico ad alta tecnologia.

Inizio della STS-133
La Discovery al decollo per la STS-133

Dopo una apparentemente interminabile serie di inconvenienti tecnici e conseguenti rinvii, finalmente la missione STS-133 è iniziata con il decollo della navetta spaziale Discovery, dopo un countdown vissuto con il fiato sospeso per via di un ultimo inaspettato problema al range safety risolto poi nell’hold a T-5 minuti.

Salvo (improbabili) sorprese, questa sarà al terzultima missione prima della chiusura definitiva del programma Space Transportation System e l’ultimo volo della Discovery. A parte per questa nota storica, la missione registrerà alcuni importanti obiettivi.

Prima di tutto, la navetta spaziale porterà in orbita il MPLM Leonardo, rinominato ora Permanent Multipurpose Module per via del fatto che, da contenitore multiuso da trasportare nello spazio e far rientrare a terra, diventerà d’ora in poi una parte permanente della ISS, ampliandone così la superficie e la capacità di stoccaggio. Ricordiamo che i MPLM sono moduli costruiti in Italia su commissione della NASA che li ha “pagati” scambiando con il nostro Paese una parte del tempo di ricerca nei laboratori della ISS originariamente assegnato agli Stati Uniti.
Questi moduli hanno viaggiato per 12 volte nello spazio e, per l’appunto, uno di loro ora diventa parte integrante della stazione spaziale.  Leonardo ha subito alcune modifiche prima di poter essere spedito definitivamente nello spazio. Una modifica sostanziale è l’aggiunta della copertura isolante cannibalizzata dal Donatello (l’unico dei tre MPLM a non aver mai volato) e poi modificata – di nuovo in Italia – per offrire una protezione migliore contro i micro-meteoriti.
Leonardo sarà agganciato al portello inferiore del modulo Unity.

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Spazio commerciale o commercio dello spazio?

Estensione di una conversazione sullo sfruttamento commerciale dello spazio, originariamente trattata in una discussione su ItaTrek.

In tempi di relativa calma nel mondo di Star Trek, sulla mailing list ItaTrek spesso escono discussioni un po’ border-topic, ma non per questo meno interessanti.
Qualche settimana fa (sì, ormai il topic è freddo, cadavere, ma io ho i miei tempi per scrivere…) c’è stato un interessante scambio di battute tra alcuni di noi sull’argomento dell’esplorazione spaziale in generale e sull’idea di affidare a imprese commerciali in particolare.

Tutto il discorso nasce originariamente da una battuta, notando che nonostante si sia ormai a 2010 inoltrato, letteralmente il futuro non è quello che ci sarebbe aspettato, soprattutto per quanto riguarda la tecnologia pesante. Se pensiamo agli anni ’60 (nascita di Star Trek, conquista della Luna e via dicendo), mentre i progressi in alcuni campi della scienza sono stati enormi – vedete elettronica, informatica in genere – in campo aerospaziale si è fatto ben poco. Addirittura nel campo dell’aviazione civile, i progressi sono stati miseri: qualcuno ha fatto uno sforzo per ampliare gli aerei (vedi la Airbus con l’A380), ma per la maggior parte si è solo pensato alla economia dei singoli aviogetti.

Anche l’unico aereo supersonico civile – il celeberrimo Anglo-francese Concorde – è andato fuori mercato; quindi l’idea di statoreattori supersonici è appunto solo una idea e un gruppo di disegni schizzati da qualche disegnatore futurista. Non esiste niente che sia anche lontanamente commerciabile.
Non parliamo neanche di spazioplani (preferibilmente con il logo Pan-Am) che avrebbero dovuto portarci dalla terra alla Luna con la facilità di un volo di linea attraverso l’Atlantico negli anni ’60.

Fatta questa lunga premessa, scriviamo ora qualcosa a proposito dello spazio, che sarebbe il punto vero del post.
Come ogni buon Geek sa, l’epoca dello Space Shuttle è ormai giunta al termine: anche con un volo in più per AMS02 e i ritardi accumulati nei mesi precedenti, tutti gli indizi portano ormai a una chiusura dei lanci entro la fine del 2011, più probabilmente nell’estate di quest’anno.

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Forse volo extra per gli Space Shuttle nel 2011

La NASA potrebbe ottenere i finanziamenti necessari ad effettuare nel 2011 un ulteriore volo dello Space Shuttle prima che questo vada in pensione definitivamente.

L’ultimo volo in programma è l’STS-134 con l’Endeavour, originariamente previsto per novembre 2010 e posticipato a febbraio 2011, a cui parteciperà anche Roberto Vittori come Mission Specialist. La commissione scienza del Senato americano, ha votato un extra budget di 1,6 miliardi di dollari per l’estensione del programma Space Sshuttle. Questo potrebbe rappresentare il primo passo verso un ulteriore lancio.

(via Dedalonews)