A Human Fail

Per le strade di Milano è abbastanza comune vedere in questi giorni un manifesto su cui campeggia un astronauta in tuta EVA e sullo sfondo il pianeta Terra visto dallo spazio.
Una simile immagine non poteva naturalmente sfuggire al geek sense e quindi mi sono avvicinato subito a uno di questi cartelloni dopo averlo visto con la coda dell’occhio.

Pare che si tratti della edizione italiana della mostra NASA. A Human Adventure.
Apparentemente si fa molta fatica a trovare informazioni su questa mostra online. Google come primo risultato riporta una notizia sul sito dell’Unione Astrofili Italiani che però sembra stata rimossa. Le ho dato una occhiata dalla cache di Google.

Mi sono accorto solo il giorno dopo dell’esistenza anche di un sito con dominio .it che ho prontamente visitato.
www.ahumanadventure.it: una pagina bianca. Leggi tutto “A Human Fail”

Apollo 11 Flight Plan

Apollo11 flight planUn gruppo di pazzi appassionati australiani ha deciso di avviare un progetto su Kickstarter per riprodurre il piano di volo dell’Apollo 11 nella maniera più fedele possibile.

È un progetto notevole, soprattutto se gli autori, come dicono, rimarranno il più possibile fedeli alla versione originale del documento. Leggi tutto “Apollo 11 Flight Plan”

Archivio fotografico della NASA

Santorini, foto NASA ISS017-E-12897La NASA mette a disposizione l’archivio delle fotografie scattate alla Terra dal 1961 ad oggi.

Non si tratta un mero ammassamento di file, ma un motore di ricerca che rende facile trovare (se c’è) una fotografia di una zona del mondo.

Si possono cercare parole chiave per specificare toponimi, formazioni geologiche o anche gli effetti di uno tsunami.

Oppure, molto più divertente, si può utilizzare la mappa interattiva di Google e tracciare un rettangolo entro il quale deve ricadere la foto. Leggi tutto “Archivio fotografico della NASA”

‪#‎NASARemembers‬

2015 NASA Day of Remembrance

Lo scorso 28 gennaio ricorreva il Day of Remembrance della NASA, dedicato a tutti gli astronauti caduti nel tentativo di esplorare lo spazio.

Queste persone, nelle parole del Presidente Obama

[…]have made the ultimate sacrifice in our quest to push new boundaries, and explore new frontiers.

Nei media in generale se ne è parlato poco o niente, quindi mi sembrava quanto mai opportuno spendere due parole, almeno qui.
Per alcuni è un giorno di discorsi pieni di retorica, per altri è un giorno del ringraziamento a persone davvero speciali. Leggi tutto “‪#‎NASARemembers‬”

Stampare un pezzo di storia spaziale

Chiave inglese NASAÈ possibile scaricare il modello della chiave inglese spedita dalla NASA alla ISS a metà dicembre 2014 e stampata sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Questo non è il primo esempio di oggetto spedito da terra e stampato sulla ISS, ma è il primo che è stato spedito per assolvere un compito specifico per cui non esisteva uno strumento adatto sulla ISS.

Aggiornamento 8/4/2015L’oggetto stampato è arrivato a terra assieme ad altri. Tutti quanti verranno ora analizzati per comprendere la struttura degli oggetti stampati in microgravità.

Nove anni, 5 miliardi di chilometri

Per chi non fosse aggiornato, questa mattina la sonda New Horizons della NASA è stata risvegliata per l’ultima volta dalla modalità ibernazione in vista del suo incontro con Plutone la prossima estate.

L’ibernazione dei sistemi di bordo è una tecnica di cui la New Horizon è stata pioniera e consente di ridurre il consumo degli strumenti così come l’ìimpegno delle stazioni riceventi e del personale sulla Terra, contenendo così anche i costi accessori alla missione.
La sonda è stata svegliata periodicamente due o tre volte all’anno per verificare lo stato dei sistemi di bordo, effettuare studi scientifici su oggetti astronomici incontrati lungo il viaggio – ricordiamo l’asteroide 132524_APL e la luna Callirrhoe – ma da questo momento in poi la sonda non entrerà più in ibernazione e inizierà la sua lunga analisi scientifica di Plutone e Caronte.

Successivamente al suo incontro con questi due oggetti, scopo fondamentale della missione, la sonda potrà identificare ulteriori oggetti della Fascia di Kuiper da studiare negli anni 2016-2020, tuttavia la piccola quantità di idrazina rimasta nei serbatoi del RCS limita le sue possibilità di manovra. La missione scientifica si dovrebbe concludere nel 2026, ma nel 2038 la sonda sarà a 100AU dal Sole e potrebbe studiare la eliosfera se i suoi strumenti scientifici saranno ancora in funzione (lo RTG a bordo della sonda dovrebbe essere in grado di fornire ancora una potenza di circa 160W per quella data).

Maggiori informazioni sulla missione sono disponibili sul sito dedicato presso NASA, nella sezione dedicata sul sito del Johns Hopkins’ Applied Physics Laboratory e sulla esauriente pagina sulla Wikipedia.

Per non dimenticare

Quest’anno la NASA ha fissato per il 31 gennaio il giorno della memoria dei caduti delle missioni spaziali, lo scorso anno era stato il primo febbraio.

Il Day of Remembrance è stato istituito nel 2004 per ricordare le persone cadute nel compimento del loro dovere nel campo dell’esplorazione spaziale americana.

Apollo 1, 27 gennaio 1967

Space Shuttle Challenger STS-51, 28 gennaio 1986

Space Shuttle Columbia STS-107, 1 Febraio 2003

Durante questa giornata verranno ricordate anche tutte le persone che hanno lavorato per la NASA e sono morte in incidenti di addestramento o di manutenzione, incidenti automobilistici e l’equipaggio dell’elicottero che è morto durante le ricerche dei resti del Columbia.

A square peg in a round hole

Apollo 13
From left to right, members of Slayton’s audience are Deputy Director/Flight Operations Howard W. Tindall (standing), Director/Flight Operations Sigurd A Sjoberg, Deputy Director/Manned Spaceflight Center Christopher C. Kraft, and Director/Manned Spaceflight Center Robert R. Gilruth. 15 April 1970 (credit: NASA/ALSJ).

Più o meno una spina quadrata in un buco rotondo: il successo della missione Apollo 13.

Il titolo fa riferimento a questa scena del film, che ha reso bene l’idea di come siano andate le cose, con alcune licenze poetiche obbligate dal formato cinematografico.

In questi giorni di aprile del 1970 la missione dell’Apollo 13 passava dalla terza passeggiata sulla Luna da fare dalle parti di Fra Mauro ad una missione per riportare a casa vivi James Lovell, Kenneth Mattingly Jack Swigert e Fred Haise.

Non ho mai nascosto che questa sia la missione che mi ha più affascinato tra quelle della corsa alla Luna.

È qui che abbiamo la prova della perizia e della grande professionalità di tutte le persone coinvolte, da Gene Kranz all’ultimo ma non ultimo tecnico. In un inciso vorrei far notare che Kranz aveva 37 anni quando ha gestito con successo gli eventi dell’Apollo 13, un’età che i nostri governanti attuali considerano “giovane”.

È durante la gestione della crisi causata dall’esplosione della bombola di ossigeno numero due che abbiamo visto davvero un gruppo di persone che hanno lavorato in concerto per risolvere un problema. Qualcosa che trascende la comprensione molti consulenti di team building dei nostri giorni.

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Spettacolo solare

Questo video è troppo spettacolare per essere ignorato.

Si tratta di un’eruzione solare con espulsione di materiale della corona (CME) che si ripiega su stessa ad anello a causa dei campi magnetici dando vita al fenomeno della coronal rain.

Completa lo spettacolo la rappresentazione in scala della Terra: quattro minuti e sedici di pura bellezza. [via Paolo Attivissimo]

Voyager 1 abbandona il sistema solare

La sonda Voyager 1 potrebbe aver abbandonato il sistema solare.

Lanciata nel 1977 (l’anno di uscita di Guerre Stellari), la Voyager 1 si trova ora a 122  unità astronomiche (18,2 miliardi di chilometri, poco meno di 17 ore-luce) dal sole.

I sensori, ancora funzionanti, della sonda hanno rilevato un netto calo delle particelle, in gran parte protoni, che colpiscono la Voyager. Inoltre è stato rilevato un aumento dei raggi cosmici ad alta energia di fonte extra-solare.

Questi sono due dei tre indizi che permetterebbero di stabilire con certezza che la sonda la lasciato il nostro sistema stellare.

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Eruzione solare in scala

Da solo questo video di un’espulsione di massa coronale (CME) basterebbe a raggiungere e superare senza troppa difficoltà il sense of wonder di molte produzioni fantascientifiche.

E questa immagine in scala rende quasi impossibile comprendere la portata dell’evento:

Magnificent CME Erupts on the Sun with Earth to Scale

(via Discover)

Mars24

Mars24 è un’applicazione Java che mostra l’ora locale di Marte e le zone del pianeta un cui è dì o notte.

Il giorno solare medio marziano è di 24 ore 39 minuti e 35,244 secondi (note tecniche sul tema).

Mars 24 presenta due finestre, una con l’indicazione numerica dell’ora locale terrestre e dell’ora locale nel luogo un cui si trovano CuriosityOpportunity e l’altra con il planisfero del pianeta, la posizione delle due sonde e l’indicazione delle aree illuminate.

L’applicazione è stata realizzata da Robert B. Schmunk, che si è basato sugli algoritmi di Michael Allison, necessita di Java Virtual Machine 1.6 o successivo e può essere eseguito su qualsiasi piattaforma con installato Java.

Curiosity: dare mighty things

All’inizio del prossimo agosto Curiosity dovrebbe toccare il suolo marziano.

Una delle fasi chiave del progetto è l’ingresso nell’atmosfera di Marte e il corretto sbarco del rover sul suolo senza incidenti.

Curiosity utilizza un sistema diverso da quello di Pathfinder per sbarcare il rover. In questo interessantissimo video vengono spiegati ti punti chiave delle fasi di avvicinamento al suolo marziano con tutti i punti critici della procedura.