Odio dar ragione a Grillo ma…

11 Giugno 2015. Il risveglio dal letto dell’albergo di Amburgo (che oramai conosco fin troppo bene visto che è da Gennaio che ci dormo 2 notti alla settimana) è tragico perchè quando butto un occhio sulle notifiche di Facebook trovo che diversi contatti hanno condiviso un articolo scritto da tale Filippo Facci dal titolo “La notte tamarra di Fedez, rissa e insulti alla polizia“.

E’ vero, la testata già promette male. Si tratta di Libero, quel giornale che quando non va a finire nella sezione “Ah, ma non è Lercio”, si trova a dover combattere con testate di Gossip per il premio “Sono cose utili“.

Attenzione. Non voglio difendere Fedez. Anzi. Buona parte delle sue uscite da filosofo in arte che fa sfruttando la sua fama non mi piacciono. Le trovo anche, in alcuni casi, un po’ pericolose.

Comunque, ritornando all’articolo, poichè non lo giudico certo dalla testata che lo ospita (altrimenti non leggerei nulla) decido di seguire uno dei link e lo leggo.

La partenza è affascinante: “Ho 48 anni e sto scrivendo un articolo su un tamarro 25enne che ha fatto casino in una discoteca per truzzi, e che ieri ha mostrato gli addominali via twitter: in altre parole sono un fallito, ha ragione Grillo, noi giornalisti siamo tutti morti, lontani i tempi in cui il mio quotidiano mi spediva a San Pietroburgo a seguire concerti (di musica, mica Fedez) e in cui un mio articolo poteva far aprire inchieste e dimettere ministri.
77 parole, 358 caratteri (spazi esclusi) con una verità (quando da ragione a Grillo) e tanti luoghi comuni e, soprattutto, pregiudizi… quegli stessi pregiudizi che mi aspetto, scherzando, da una amichevole conversazione tra amici, ma non certo in un giornale. Primo fra tutte quella simpatica frase per cui Fedez non farebbe musica. E lo dice uno che non impazzisce affatto non solo per Fedez ma per il genere di musica che propone. Bravo. Mi ricordi quelli che considerano “cultura” solo arte e letteratura, ignorando tutto il resto.

Da bravo giornalista obiettivo, questo signor Facci racconta l’accaduto. Prima, ovviamente la versione dell’ANSA, precisa, completa, raccontata in modo serio. Poi di nuovo si ritorna al tono di prima, quello di giudice unico di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, alla denigrazione di chi non la pensa come lui, al ridicolizzare tutto. Secondo questo tale Facci, Fedez non solo non sa fare musica, ma fa i selfie a torso nudo, è un tamarro e frequenta una discoteca di truzzi.

Piccola nota di colore: grazie a quella discoteca (dove io non andrei mai e poi mai in vita mia nemmeno a pagamento perchè non mi piace il tipo di gente che la frequenta) è stato “salvato” uno degli storici monumenti di Milano, ossia la “Torre Littoria” (che è il nome originale, perchè fu cambiato in “Torre Branca” quando fu comperata dalla famiglia Branca).

Tornando all’articolo, la cigliegina sulla torta è questa simpatica frase “E ora magari dovrei ricordare che Fedez è il tamarro tatuato che insulta tutti per farsi pubblicità con misere battutine per cerebrolesi, ricordare e contestualizzare le battute sceme contro Giovanardi, Renzi, Brunetta, Gasparri, Napolitano, tonnellate di giornalisti – querelati, tra questi io” che scopre l’altarino.

Innanzittutto, caro Facci… il fatto che sia tatuato cosa cambia? Ma lasciamo perdere, se avessi usato “Fedez è uno dei più famosi rapper italiani” probabilmente non avresti raggiunto lo scopo, quello di farti un po’ di sana pubblicità. Già, perchè questo articolo (che a mio parere non ha nè capo nè coda, non è divertente ma solo una vomitata di bigotti luoghi comuni) per me non lo hai scritto perchè richiesto dal vicedirettore. Un bravo e famoso giornalista non si fa imporre gli articoli. Un bravo e famoso giornalista se non vuole trattare di gossip non lo tratta. Questo articolo per me lo hai scritto perchè hai bisogno di un po’ di sana pubblicità in rete, sapendo, perchè a livello di marketing sei molto bravo, che avrebbe girato molto.
E non solo. Perchè Fedez ti ha querelato e a te questo non va giù. Scusa se te lo dico, ma per me il tuo narcisismo (quello che ti accomuna a Travaglio) ti impedisce di accettare che una persona possa querelarti e per questo motivo qualsiasi pretesto per parlarne male è buono. Se avesse guardato una ragazza avresti probabilmente trovato la scusa per associarlo ad un articolo sulle molestie… se avesse difeso una ragazza un po’ sovrappeso dagli insulti di un vicepresidente del Senato qualsiasi, avresti preso le difese di quest’ultimo, non della ragazza.

Quando Grillo dice che il giornalismo in Italia sta morendo, non lo fa perchè racconti la storiella, a cui non so chi possa credere tanto sembra ridicola,del vicedirettore che ti costringe a scrivere un articolo che non vuoi… ma perchè ci sono giornalisti che scrivono questi articoli.
E francamente se questo giornalismo morisse non avrei assolutamente alcun rimpianto.

Spazio per un commento