Axanar

Per qualche mese avevamo sperato, poi sono entrati in azione gli avvocati di CBS/Paramount e hanno bloccato tutto.

I dettagli e la cronaca si trovano in giro, inutile ripeterli qui, mi limito a scrivere alcuni sfoghi commenti.

Prelude to Axanar rimane un’opera incredibile, la dimostrazione che dei bravi attori con una bella storia riescono a far emozionare recitando davanti ad un telo verde.

Prelude to Axanar è stata anche la dimostrazione della vacuità dei film prodotti dal Signor Lost che ha fatto il solito cinepolpettone hollywoodiano usando i nomi di Star Trek e gli avanzi di cucina oramai senza alcun sapore, ben sapendo che per molti spettatori basta un “beam me up Scotty” e un “live long and prosper” per sentirsi a casa e ricordare di quando erano più giovani. Per la cronaca: non sono tra quelli.

Tralasciando il primo film di Robert Wise, che fa caso a sé, ben lontani sono i film di Nicholas Meyer, che è stato in grado di coniugare il filone della space opera con Star Trek senza imitare Star Wars. Se vi capita, leggete il suo libro The View from the Bridge: Memories of Star Trek and a Life in Hollywood.

Ce la stava facendo di nuovo Alec Peters, ma il bambino è stato ucciso nella culla.

Quando la produzione della Serie Classica è stata interrotta, negli anni a seguire sono stati pubblicati moltissimi libri “non ufficiali” ispirati a Star Trek, ovvero libri che non avevano avuto il benestare del detentore dei diritti. Un esempio per tutti: Star Trek Concordance di Bjo Trimble.

Era forse l’equivalente di quel periodo di Axanar, un modo per tenere vivo l’interesse e aggiungere qualcosa di qualità alla saga.

Nei primi anni ’70 i detentori dei diritti avevano deciso di lasciar correre, forse perché ritenevano chiuso il filone di Star Trek e ritenevano la space opera in generale un genere in esaurimento.

Sono stati i fan a metterci i soldi, idee e rischi per tener vivo Star Trek, non i detentori dei diritti. È un fatto acclarato che, dopo la cancellazione della serie televisiva, l’interesse per Star Trek sia stato mantenuto vivo dal fandom e dalle risorse (anche finanziarie) dello stesso. Il detentore dei diritti è arrivato poi ad incassare.

Tra le altre cose, Axanar dovrà (perentorio) produrre solamente due sequenze di 15 minuti ciascuna  e non potrà assoldare altri attori professionisti che hanno già lavorato per Star Trek. Non possiamo sapere cosa verrà fuori, ma probabilmente sarà meno bello di quello che si sarebbe potuto fare secondo i piani originali.

Ribadisco qui quello che ho detto altrove: qualsiasi cosa faranno i detentori dei diritti per il momento non lo faranno più con i miei soldi.

Autore: Luigi Rosa

Consulente IT, sviluppatore, SysAdmin, cazzaro, e, ovviamente, geek.

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