SETI@home si interrompe

Il progetto SETI@home smetterà di distribuire dati da analizzare il prossimo 31 marzo.

Gestito dal 1999 dal Berkeley SETI Research Center, il progetto di elaborazione distribuita aveva lo scopo di analizzare i segnali radio captati dal radiotelescopio Arecibo di Puerto Rico alla ricerca di evidenze di forme di vita o civiltà extraterrestri.

Ad inizio secolo il progetto era molto popolare, grazie anche a quelli che qualche lustro dopo si sarebbero chiamati espedienti social. Era possibile, infatti, associarsi a gruppi di utenti che sommavano le performance di tutti i membri. Questo tipo di competizione favoriva anche l’aumento delle unità elaborate.

Il motivo principale per cui il progetto si interrompe è che sono stati analizzati tutti i dati disponibili.

In secondo luogo ora il progetto deve analizzare i dati prodotti dai client e organizzarli in una pubblicazione scientifica.

Chi vuole continuare a donare la propria potenzialità di elaborazione può scegliere tra altri progetti.

Autore: Luigi Rosa

Consulente IT, sviluppatore, SysAdmin, cazzaro, e, ovviamente, geek.

3 pensieri riguardo “SETI@home si interrompe”

  1. “Il motivo principale per cui il progetto si interrompe è che sono stati analizzati tutti i dati disponibili.”

    Mi sembra un motivo ragionevole… 🙂

  2. Pensa che per un periodo di tempo (correvano i primi anni 2000) sono stato il maggior contributore italiano, e il primo a superare il milione di “punti”. Avevamo poi costituito un team italiano, e alcuni ragazzi di Pisa avevano anche ricompilato i client per ottimizzarlo per i vari processori che possiedevamo, completamente UI-less e che girava come servizio, per ottimizzare al massimo l’uso della CPU.

    Oggi giorno la chiamerebbero “Gamification”, ma confermo che la parte ludica e la competizione tra team funzionava.

    1. Oggi direbbero che c’è una componente social della gamification di un sistema cloud distribuito.

      20 anni fa dicevamo che ci divertivamo a trovare gli alieni perchè i markettari rampanti venditori di nulla stavano ancora imparando a scrivere le O senza l’aiuto dei bicchieri.

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