Non aggiustare quello che funziona

Perché alcuni software hanno un andamento a campana quando si tratta di usabilità e funzionalità?

Perché, una volta arrivati ad un picco di utilizzabilità iniziano un triste declino verso il feature creep?

Tim Bray offre validi esempi e una spiegazione.

Avete la responsabilità di un software, riuscite a farlo crescere, diventa stabile e maturo.

Se siete un programmatore smettete di toccare il sorgente e lasciate che il software venga utilizzato dagli utenti felici. Magari ogni tanto qualche correzione di baco o adattamento a nuove tecnologie, ma nulla più.

Ma se site un Product Manager, dovete dimostrare a chi sta sopra di voi di portare sempre innovazione, di avere una vision, di fare improvement e via baterando con anglismi vuoti di significato ripetuti a pappagallo per tentare riempire la vacuità delle idee.

E’ vero che il mercato attuale del software (specialmente per dispositivi mobili o per i siti web) è molto ampio ed è difficile stabilire cosa piace all’utente perché la platea degli utenti è la più variegata e schizofrenica possibile.

Anche volendo vedere i feedback degli utenti, spesso risulta difficile pesare l’importanza di quello che viene scritto.

Quando si ribalta un’interfaccia percepita come “perfettamente funzionante” gli utenti devono imparare (di nuovo) da zero dov’è quello che cercano e come si fa quello che vorrebbero fare. Questo è un aspetto quasi sempre tralasciato nel nome della presunta intuitività della nuova interfaccia.

Chiariamo una cosa: intuitiva un accidente!

Oramai la coerenza di interfaccia ce la siamo lasciata alle spalle semplicemente perché nessuno ha più voglia nemmeno di leggere i testi a riguardo, figuriamoci implementarli.

Spesso si ribalta l’interfaccia utente per poter annunciare che il prodotto è nuovo, innovativo, intuitivo, adattivo, esplicativo e via così con altre parole chiave di marketing. Ovviamente se il vostro prodotto non si basa sull’intelligenza artificiale non siete nessuno.

Analisi a campione sulla validità di nuove interfacce nemmeno a parlarne: costano, rallentano i tempi di rilascio e soprattutto potrebbero dare risultati sgraditi. Meglio evitare.

E allora?

Allora accettate che un prodotto possa aver raggiunto la maturità e non abbia bisogno di essere migliorato, concentratevi sulla ricerca di nuovi prodotti, senza aggiustare quello che funziona bene.

Autore: Luigi Rosa

Consulente IT, sviluppatore, SysAdmin, cazzaro, e, ovviamente, geek.

3 pensieri riguardo “Non aggiustare quello che funziona”

  1. Io dell’idea che si debba sempre migliorare il front-end per renderlo sempre veramente più intuibile per portarti dentro nuovi clienti – utenti…
    Se ha una grafica di 10 anni fa’ non ci fai figura per i nuovi clienti.

    1. I tuoi articoli sono molto interessanti (probabilmente perchè sono uno sviluppatore di vecchia data). Mi sono permesso di riportare questo articolo sul mio blog, ovviamente citando la fonte. Se non sei d’accordo, lo rimuovo.
      Se vuoi accedere al mio Blog, essendo privato per non essere invaso da stupidaggini, mandami una richiesta.
      Ciao.
      Stefano.

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