Per evitare di finire così.
Il software di gestione di un sito deve essere manutenuto e aggiornato periodicamente. Non per rincorrere il gadget grafico modaiolo del momento, ma per mantenere il software a livelli decenti di sicurezza.
(altro…)Comodo ha pubblicato un incident report in merito.
In sostanza il 15 marzo scorso un attacco proveniente da “vari indirizzi IP, ma principalmente dall’Iran” è riuscito a compromettere un account della Certification Authority di Comodo.
L’attaccante era “ben preparato e sapeva già quello che avrebbe voluto ottenere”.
L’attaccante ha generato questi certificati:
L’unico tra questi certificati visto fin’ora in rete è login.yahoo.com.
Tutti i produttori hanno rilasciato degli aggiornamenti di sicurezza. È, quindi, fondamentale, applicare gli aggiornamenti proposti. (via Naked Security, F-Secure)
Un recente articolo sul blog di Tor mette in evidenza che, a mio avviso, uno dei principali problemi della sicurezza al giorno d’oggi sia: “quanto ti fidi del tuo browser?”
Al di la’ delle paranoie che io non so come lavora il mio browser (qualunque esso sia) sotto di me, quali backdoor possa avere aperte, chi mi dice che una sessione SSL sia aperta da manuale… c’e’ tutto un mondo intorno che puo’ risultare compromesso…
Buona lettura… si fa per dire…

L’esperimento STAR del Relativistic Heavy Ion Collider (RHIC) al Brookhaven National Laboratory ha creato per la prima volta un nucleo di antielio-4, il nucleo più pesante di antimateria sintetizzato fin’ora.
Il nucleo di antielio-4 è formato da due antiprotoni due antineutroni.
Secondo gli scienziati che hanno sintetizzato il nucleo di antielio-4, il prossimo passo nella sintesi di nuclei di antimateria, l’antielio-6, sarebbe al di là dei limiti della tecnologia attuale.
La controparte di materia, il nucleo del 4He, è detta anche particella alfa, in quanto è la materia espulsa durante il decadimento alfa.
I dettagli dello studio sono disponibili sul sito della Cornell University. (via PhysOrg)
Questo slide show dimostra le nuove caratteristiche di HTML5.
Ovviamente bisogna avere un browser che supporta HTML5 per vederlo.
Una volta sola ha fatto crashare il tab (non l’intero programma) di Chrome su Ubuntu/64 in cui lo stavo visualizzando. Ma avevo giocato non poco con i controlli. (via Michael Neale su Twitter)
Ma specialmente il nostro Universo (quindi al primo che mi fa notare la pancia, risponderò che sto seguendo la natura).
Come scrive in quest’articolo Phil Plait, l’universo si sta espandendo ad una velocità di 73.8 +/- 2.4 km/sec/megamarsec che, in parole povere significa che se osservi una galassia distante 1 megaparsec (circa 3.26 milioni di anni luce), l’espansione la porterebbe lontana da noi alla velocità di 73.8 km/sec. Una galassia lontana 2 megaparsecs si allontanerebbe a 147.6 km/sec e così via.
Ok, la mia pancia si espande a minori velocità…
Qual è l’andamento della popolarità di una parola o di una locuzione negli anni?
Google ha raccolto questi dati statistici dalla scansione dei libri e li ha resi disponibili online.
È, così, possibile sapere quando computer ha superato television nella lingua inglese scritta.
Chi volesse condurre delle analisi da sé può scaricare i dati completi in formato testo.
È disponibile da oggi la versione definitiva di Firefox 4.0.
Sotto Windows l’installer per default aggiorna automaticamente la versione precedente.
Le similitudini con Google Chrome sono molte. L’interfaccia è più minimalista per lasciare il massimo screen real estate possibile alla navigazione. Anche Firefox ha introdotto un servizio di sincronizzazione delle impostazioni tra le varie installazioni, con in più, rispetto a Chrome, la possibilità di utilizzare un server di sincronizzazione diverso da quello di Mozilla.
Sembra che sia stato inferto un brutto colpo a una delle maggiori reti di spammer che, quotidianamente, riempiono le nostre mailbox. L’azione è stata coordinata da Microsoft in collaborazione con le forze dell’ordine. Per qualche dettaglio in più potete leggere l’articolo sul blog di Microsoft che descrive l’operazione.
Meno viagra per tutti? Ci credo poco visto il giro d’affari che genera lo spam, ma chissà…
L’episodio di STUXNET ha acceso i riflettori sul problema della protezione dei sistemi industriali di controllo e raccolta dati (SCADA).
Fino a qualche anno fa gli SCADA erano un mondo a parte: il dialogo tra i sistemi di supervisione, i sensori e i PLC avveniva su bus proprietari o seriali e il computer di supervisione era isolato dal mondo perché serviva solamente a controllare una o più macchine. Addirittura il fatto che il supervisore fosse un PC era, di fatto, puramente incidentale.
Con il progredire dell’informatizzazione è nata la necessità di far dialogare il sistema di produzione con il gestionale o un software di analisi. Il PC di supervisione è stato, quindi, connesso alla LAN aziendale.
In seguito, il dialogo tra il PC di supervisione e i PLC anziché avvenire con un’interfaccia seriale (tipicamente RS-232, RS-485 o RS-422) avviene via TCP/IP su ethernet in rame (UTP); quindi in molte realtà i PLC vengono connessi direttamente in LAN.
La possibilità di raggiungere le LAN di produzione attraverso collegamenti remoti via Internet o la disponibilità di app per i dispositivi mobili che permettono di ricevere gli allarmi completa il quadro dell’evoluzione.
Solamente le realtà più grosse tengono le LAN separate o mediate da un firewall, ma avviene comunque un dialogo tra la rete office e quella di produzione. Senza contare che il personale di manutenzione utilizza spesso chiavette USB o portatili poco protetti da antivirus, per avere una maggior efficienza dei software di amministrazione dei PLC. Pare sia stato questo il vettore che ha permesso di infettare l’impianto iraniano con STUXNET.
(altro…)La BBC riporta alcuni risultati di uno studio compiuto da Symantec e dal Ponemon Institute secondo il quale alle aziende del Regno Unito il furto o la perdita di dati costerebbe circa 1,9 milioni di sterline all’anno.
Bisogna notare che Symantec è un fornitore di soluzioni di sicurezza, quindi il report potrebbe suonare un po’ di parte sulle parti dei costi. Inoltre alcune organizzazioni, come, a puro titolo di esempio, gli istituti finanziari e di credito, non sono molto inclini a rivelare questo tipo di notizie.
La maggior parte (37%) degli eventi di perdita di dati è legato a guasti hardware o software.
A seguire (31%) si collocano eventi legati alla negligenza degli addetti, come, per esempio, la perdita di dispositivi tecnologici su cui sono registrati dei dati (portatili, telefoni, chiavette USB e assimilati).
Ovviamente l’evento che fa più paura agli intervistati è un attacco criminale informatico diretto contro l’organizzazione.
L’ovvia conclusione, per cui non ci voleva un certo portavoce di Symantec, è che è bene mettere in campo ogni ragionevole misura preventiva prima di dover fare un triste controllo dei danni a posteriori.
Aggiornamento 21/3/2011 17:40 – Quattro ore dopo (l’avesse fato prima…) la pubblicazione della prima versione di questo articolo Naked Security ha pubblicato una lista dei peggiori attacchi informatici degli ultimi dodici mesi.
L’unità di misura SI della dose equivalente di radiazione è il sievert (dal cognome di Rolf Maximilian Sievert), che ha sostituito il rem (Röntgen equivalent man).
Un bellissimo diagramma di xkcd chiarisce graficamente i rapporti tra le grandezze in gioco: