Ender’s Game

Ho terminato da poco di (ri)leggere Ender’s Game, questa volta in automobile in formato audiobook.

L’avevo letto forse distrattamente negli anni ’80 perché non mi ricordavo un gran che.

È un bel racconto, se non l’avete letto e volete farlo vi sconsiglio di spoilerarvi la trama. Leggi tutto “Ender’s Game”

L’amore ai tempi del computer… cambia!

Qualche giorno fa sono stata al cinema per vedere Her (Lei). E’ il tentativo di esplorare il rapporto tra l’uomo e la macchina, un tentativo delicato e soffuso di malinconia. Non che non sia, ovviamente, a volte preda di momenti morti e comicità involontaria. E quella volontaria a volte lasciava perplessi… roba che il gatto di Schrodinger viene usato in maniera molto creativa in caso di ipotetico rilascio dalla sua scatola!

Leggendone su wikipedia ho scoperto di un film di 30 anni fa esatti che cercava di fare lo stesso in maniera più scanzonata e creando un menage a trois con il computer Edgar ad intromettersi tra i due innamorati. Non l’ho ancora visto ma il dvd è stato preso e donato. Se ne prevede la visione a breve e spero di riuscire a tirare un parallelo migliore tra Lei ed Electric Dreams (1984). Intanto canzoni e trailer a confronto! Leggi tutto “L’amore ai tempi del computer… cambia!”

Altri dettagli su Sense8

Due mesi dopo aver rivelato alcune scarne informazioni su Sense8, la produzione lascia trapelare altri dettagli.

Sense8 è una produzione di Lara e Andy Wachowski e J. Michael Straczynski. La serie narra la storia di otto persone diverse che condividono una medesima visione violenta e si ritrovano collegate attraverso questo fenomeno.

Netflix ha commissionato dieci episodi, prodotti tutti assieme prima della trasmissione; benché i personaggi principali delle storie siano stati definiti, il casting non è ancora concluso, non si conoscono quindi i nomi degli attori coinvolti.

Gli episodi saranno girati nel a Seoul, Mumbai, Nairobi, Berlino, Città del Messico, San Francisco, Chicago e nel Regno Unito. Ciascun episodio si focalizzerà su uno dei personaggi e sul fatto che un certo Jonas cercherà di metterli assieme, mentre “Mr. Whispers” vorrà ucciderli.

Le persone collegate tra loro saranno un attore macho di telenovela messicane, una party girl islandese, uno scassinatore tedesco, una donna d’affari coreana, un autista di autobus africano e una blogger transgender americana. Jonas è un presunto mago afro-americano che appare in tutte le visioni degli otto, nessun dettaglio riguardo “Mr. Whispers”.

Le riprese inizieranno il prossimo giugno. (via TVLine)

Aggiornamento 24/1/2014 – In una lettera agli azionisti di Netflix il CEO Reed Hastings e il CFO David Wells hanno annunciato che Sense8 andrà online all’inizio del 2015 (via WebProNews)

Primi dettagli su Sense8

Escono i primi dettagli su Sense8, la serie coprodotta dai Wachowski (Matrix) e da J. Michael Straczynski (Babylon 5).

Otto persone in diversi punti della Terra scoprono di poter dialogare telepaticamente tra loro e si devono confrontare sia con questo nuovo potere sia con le reazioni delle persone che le circondano e con i loro rispettivi governi. Non è molto ma è un passo avanti rispetto alla descrizione criptica di cinque mesi fa.

Netflix ha ordinato una stagione di dieci episodi, scritti, girati e prodotti interamente dai Wachowski e da Straczynski. La stagione verrà prodotta tutta in una volta come un unico film di dieci ore. Le riprese saranno fatte il più possibile nei teatri di posa a Chicago, ma contemporaneamente i tre produttori, oppure altri tre registi, gireranno on location nelle varie città dove vivono le persone dotate di questo nuovo potere. Tra le città ci saranno Mumbai, Nairobi e Londra; con ogni probabilità sarà Straczynski a dirigere le riprese britanniche.

Il titolo della serie è un gioco di parole inventato da Lana Wachowski tra l’aggettivo sensate (percepito con i sensi) e il fatto che la serie parla di otto persone collegate telepaticamente tra loro.

La serie debutterà su Netflix il prossimo autunno, il casting avverrà all’inizio del 2014. (via Comic Book Resources)

Neptune’s Brood

Neptune's BroodCome ogni romanzo di Charles Stross, anche Neptune’s Brood è un vulcano di invenzioni e idee.

Siamo in un distante futuro di transumani in cui la velocità della luce non solo non è superabile ma viene utilizzata per elaborare sofisticate frodi finanziarie.

In questo contesto la popolazione si sposta trasmettendo la propria personalità da un sistema stellare ad una altro attraverso trasmissioni laser.

In questo racconto Stross pone molto l’accento sul lato economico-finanziario, infatti la protagonista Krina Alizond-114 proviene da una famiglia di banchieri  per conto dei quali sta facendo un pellegrinaggio di studio in vari mondi.

La trama non è certo povera di colpi di scena che rendono il libro unputdownable; a questi si affiancano le consuete invenzioni strossiane che vanno dai pipistrelli assicuratori ai calamari socialisti alla setta religiosa per cui una Soyuz rappresenta un’icona di culto.

L’unico appunto che mi sento di fare è che il finale mi ha dato l’impressione di essere un po’ troppo frettoloso, ma per il resto è un racconto godibilissimo.

Ian Banks (1954 – 2013)

Oggi è morto Ian Banks, che aveva annunciato un paio di mesi fa di avere una forma incurabile di cancro.

Nella fantascienza letteraria era famoso anche per i romanzi del ciclo della Cultura pubblicato per la prima volta in Italia dalla casa editrice Nord:

  • La Mente di Schar, poi ripubblicato come Pensa a Fleba (Consider Phlebas, 1987)
  • L’impero di Azad (The Player of Games, 1988)
  • La guerra di Zakalwe (Use of Weapons, 1990)
  • Lo stato dell’arte (The State of the Art, 1991)
  • L’altro universo (Excession, 1996)
  • Inversioni (Inversions, 1998)
  • Volgi lo sguardo al vento (Look to Windward, 2000)
  • Matter (2008)
  • Surface Detail (2010)
  • The Hydrogen Sonata (2012)

L’opera di Banks non si limita a questa saga, ma copre anche altri lavori.

Banks è stato un grande scrittore di fantascienza: il suo ciclo della Cultura è una vera opera di fantascienza ricca di sense of wonder.

Sense8

Netflix ha rivelato pochissimi nuovi particolari su Sense8.

La nuova serie prodotta dal canale di streaming sarà disponibile a fine 2014, per il momento è stata commissionata una stagione di dieci episodi.

Sense8 è stato ideato dai Wachowski, i creatori di Matrix, con la collaborazione di J. Michael Straczynski, creatore di Babylon 5.

L’unica notizia trapelata è che sarà una storia globale di menti legate tra loro e di una caccia alle anime, qualsiasi cosa voglia dire.

I Wachowski hanno raccontato che l’idea della serie arriva da una chiacchierata notturna svoltasi anni fa su come la tecnologia unisca e al tempo stesso divida le persone. Questo paradosso sarebbe il concetto fondante di Sense8.

Questa è la terza serie originale prodotta da Netflix. (via cnet)

Vent’anni

Babylon 5Vent’anni fa andava in onda The Gathering, l’episodio pilota di Babylon 5.

La serie creata e scritta per larga parte da J. Michael Straczynski con la consulenza di Harlan Ellison non ha avuto la fortuna di Star Trek, ma ha dimostrato che, con una buona pianificazione della produzione, era possibile fare dell’ottima fantascienza a costi contenuti.

Babylon 5 è stata una delle prime a rompere lo schema della televisione seriale classica, quella del cosiddetto”pulsante di reset” alla fine di ogni episodio. L’idea di quel periodo era che una storia che durasse più di un episodio non permettesse di attirare spettatori dopo l’inizio della programmazione perché il nuovo venuto non avrebbe capito di cosa si stesse parlando.

Come succede spesso, la programmazione italiana ha fatto scempio della serie a causa della palese imperizia di chi ne ha curato la prima trasmissione. Un passaggio relativamente recente sul satellite e in seguito sui canali terrestri con una traduzione più professionale ha ristabilito un po’ di giustizia, ma il danno oramai era fatto.

Descrivere la serie in un post di questo blog è impossibile, cito solamente quello che Michael Straczynski ha scritto quando ha deciso di pubblicare le sue sceneggiature in una raccolta di volumi: I wanted to tell a story that was about more than just the plot, more than just recalibrating the energy fields to negate the quantum flux chamber before it blew up. […] I just wanted to say something, about you and me and us and how things look from here, and ask, what the heck do you think it all means?

The Quantum Thief

The Quantum ThiefQuando si fa passare lo scaffale di una libreria londinese e ci si trova davanti ad un romanzo che riporta una frase simile di Charles Stross in copertina è difficile lasciarlo lì.

The Quantum Thief è il primo romanzo scritto dal finlandese Hannu Rajaniemi e non sembra affatto un’opera prima.

Il racconto è molto denso di informazioni e la narrazione deve essere seguita con un po’ di attenzione per evitare di perdersi qualcosa per strada. Il lato positivo è che il lettore non viene trattato come un cerebroleso e i concetti non vengono ripetuti ad nauseam “perchè sennò non capisce”.

La narrazione è ambientata nel nostro sistema solare, popolato da post-umani che hanno raggiunto un notevole livello tecnologico.

Leggi tutto “The Quantum Thief”

Un titolo azzeccato

Dopo qualche anno di silenzio  è finalmente arrivato il momento di riaccendere i riflettori su una delle saghe fantascientifiche preferite dai Geek: si riparte quindi con speculazioni, mezze verità, notizie di dubbia provenienza e materiale promozionale distribuito con il contagocce.
Sicuramente saprete già che il nuovo film di ST avrà per titolo “Star Trek Into Darkness”, forse però non avete seguito tutte le novità che si sono susseguite negli ultimi giorni, facciamo quindi un breve riassunto per i più distratti.

Per prima cosa, vale la pena riportare per intero il riassunto ufficiale rilasciato da Paramount Pictures il 26 Novembre

“In Summer 2013, pioneering director J.J. Abrams will deliver an explosive action thriller that takes Star Trek Into Darkness.

When the crew of the Enterprise is called back home, they find an unstoppable force of terror from within their own organisation has detonated the fleet and everything it stands for, leaving our world in a state of crisis.

With a personal score to settle, Captain Kirk leads a manhunt to a war-zone world to capture a one man weapon of mass destruction.

As our heroes are propelled into an epic chess game of life and death, love will be challenged, friendships will be torn apart, and sacrifices must be made for the only family Kirk has left: his crew.”

Basterebbe questo per suscitare più di un dubbio anche nel più accanito fan del franchise, ma il meglio deve ancora venire. Leggi tutto “Un titolo azzeccato”

Online la collezione di OMNI

È online la raccolta completa dei numeri americani di OMNI.

OMNI è stata una rivista probabilmente unica nel suo genere che ha visto l’apice della sua fama negli anni 80 del secolo scorso.

Ogni numero conteneva racconti di fantascienza, articoli di scienza e illustrazione o fotografie di ispirazione fantastica. Dal 1979 al 1981 la rivista è stata curata da Ben Bova.

Tra gli scrittori che hanno pubblicato racconti sulla rivista su possono citare Orson Scott Card, William Gibson, Harlan Ellison, William S. Burroughs e Stephen King; tra gli artisti, oltre a moltissimi giovani ed emergenti, H.R. Giger.

La rivista è stata pubblicata anche in Italia a partire dal 1981 da Alberto Peruzzi, sebbene l’avventura nostrana sia stata ben più breve.

Ora tutti i numeri sono disponibili gratuitamente in formato PDF: gli appassionati di fantascienza che non hanno mai sfogliato OMNI potrebbero dare un’occhiata a questa rivista storica. 

13 Settembre 1999

Sì è un repost, ma per molte persone della mia generazione, Spazio 1999 è arrivato prima di Guerre Stellari e prima di Star Trek. Assieme a UFO, a Il Prigioniero e a pochi altri, è il telefilm che ha forgiato il mio immaginario visuale della fantascienza e quindi mi sento in dovere di rendere omaggio a questa serie unica. Se nei negozi o gallerie di arredamento Kartell o Artemide vedete oggetti che vi ricordano la base Alfa è perché sono stati usati proprio quegli oggetti; c’è addirittura qualcuno che li ha catalogati. Era un modo nuovo di vedere l’esplorazione spaziale: lo spazio veniva considerato esattamente come un’abitazione da decorare e abbellire.

Un grazie infinito ai coniugi Anderson, alla coproduzione RAI, alle belle storie, ai bravissimi attori e ai tecnici degli effetti visuali. Sappiate che è tutta colpa vostra!

Un giorno in anticipo?

Il doodle di oggi è un omaggio a una icona della cultura contemporanea, oltre che a una vera passione per ogni geek che si rispetti.

Ammetto candidamente di non aver capito al primo colpo quale anniversario ricorresse oggi: mi sono quindi affidato alla Wikipedia e ho scoperto – non senza sorpresa – che, apparentemente, oggi non è l’anniversario della TOS!

Infatti la prima trasmissione della serie risale al 8 Settembre 1966, non al 7.
Onestamente non sono sicuro – e non ho trovato spiegazioni affidabili su internet – se i doodle seguano il fuso del paese da cui si accede, o se cambiano per tutto il mondo nello stesso momento.
Ad ogni modo, quando ho visto l’immagine per la prima volta, da nessuna parte del mondo era ancora arrivato il giorno 8.

Mi sfugge qualcosa o Google oggi ha toppato?

Aggiornamento 2012-09-09
Preso probabilmente da paresi cerebrale del venerdì sera, non mi sono reso conto che il doodle era anche interattivo.
Per chi volesse giocarci un po’, è ancora disponibile a questo link: http://www.google.com/doodles/46th-anniversary-of-star-treks-1st-broadcast

Flow chart per iniziare a leggere il fantastico

Volete iniziare a leggere qualche libro di letteratura fantastica, ma non sapete da dove cominciare e i consigli degli amici peggiorano la situazione?

Questo è il flow-chart che fa per voi. (va Slate)

Universalmente diversa

Un commento ragionato sull’insuccesso di Stargate Universe e sul recente annuncio della sua chiusura.

Logo Stargate UniverseNo, non ne è valsa la pena.
Sto rispondendo qui a una domanda che mi ero fatto da solo in un altro post (quando ancora questo blog non esisteva)  un paio di anni fa.
Il post allora aveva come argomento la ragionevolezza della chiusura della serie Stargate Atlantis in favore dell’imminente lancio del secondo spinoff della saga: Stargate Universe.
Come tutti sapete ormai, SyFy ha deciso di non rinnovare la serie per la terza stagione e, nonostante non ci siano dichiarazioni ufficiali da parte di MGM, è sostanzialmente certo che la serie sia ormai finita.
E’ arrivato quindi il momento di parlare di nuovo di questo franchise.

Per i non appassionati, dobbiamo forse fare un passo indietro spiegando che questa serie TV rappresenta la terza incarnazione sul piccolo schermo della saga di Stargate.
Iniziata con il film per il grande schermo nel 1994, molto conosciuto anche presso il pubblico non specialistico grazie alla direzione del celebre Roland Emmerich e alla interpretazione di Kurt Russel, la serie è continuata poi in televisione con Stargate SG-1.
Pur senza aver interessato particolarmente il pubblico e la critica nei primi anni, la serie è sopravvissuta per evolvere in un classico di hard science fiction raccontando in maniera ottima l’ipotetica ascesa della civiltà umana da scopritrice casuale dello Stargate a potenza di rilevanza extragalattica, capace di competere con alieni di provenienza ben più antica. Nel corso di 10 anni, SG1 è diventata la serie sci-fi americana di maggior longevità della TV (solo recentemente superata) raccogliendo un buon numero di fan insieme a giudizi molto favorevoli sia di critica che di ascolti.

Per queste ragioni, non solo la serie ricevette un prolungamento da 8 a 10 stagioni alla metà del decennio, ma fu affiancata da Stargate Atlantis con premesse identiche, ambientazioni simili, ma basata in una diversa galassia. Costruita sui successi della serie precedente, Atlantis raggiunse ben presto interessanti livelli di narrazione e dimostrò di saper ben costruire storie con il background impostato dai predecessori.
Dopo 5 stagioni, per motivi che non sono del tutto chiari, ma che probabilmente hanno a che fare con il cachet degli attori, anche Atlantis venne chiusa. Anche questa serie avrebbe dovuto proseguire con film direct-to-DVD con cadenza regolare, come SG1. Parallelamente sarebbe dovuto partire un nuovo spinoff, Universe, appunto.
Il futuro di Stargate sembrava roseo, ma non tutto è andato come doveva.

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