Oracle vs. Google – Android viola brevetti di Java

Oracle vs. Google
Oracle vs. Google

Oracle giovedì ha denunciato Google presso la corte federale della California, reclamando la violazione di sette brevetti e copyright relativi a Java su Android.

Oracle ha ottenuto Java (assieme a MySQL ed OpenOffice) acquistando per 5.6 miliardi di dollari Sun Microsystems all’inizio di quest’anno. Un acquisizione che aveva suscitato più di un dubbio nella comunità open source / free software. Piano piano Oracle sta mostrando le sue vere intenzioni con i fatti e con un colpo solo potrebbe annientare anni di progressi.

Oracle con la denuncia ha chiesto la distruzione o almeno il ritiro di tutti i dispositivi mobili che utilizzano Android che per Google sarebbe un danno incalcolabile. Secondo recenti analisi la quota di mercato di Android è salita dall’1,8% del secondo trimestre dello scorso anno al 17.2% nello stesso periodo di quest’anno superando iOS di Apple e posizionando Google Android al trezo posto dietro Symbian e RIM (Blackberry).

La questione non riguarda solo Google ma coinvolge anche Motorola, HTC, Sony, Dell e tutti quelli che hanno prodotto oppure hanno in programma un dispositivo basato su Android.

Prepariamo i popcorn.

(via MarketWatch)

Autore: Stefano Petroni

Informatico, appassionato di fantascienza ma sopratutto cazzaro.
Socio e Vice Presidente dell’Associazione Culturale Deep Space One.
Civis romanus.

5 pensieri riguardo “Oracle vs. Google – Android viola brevetti di Java”

  1. Speriamo che l’acquisizione di Sun non sia un metodo per sparare denunce di violazione di brevetti sulla folla per fare cassa perche’ di SCO ce n’e’ stata una ed e’ stata piu’ che sufficiente.

    1. Io sin dall’inizio ho pensato che l’acquisizione di Sun era stata fatta sopratutto per eliminare dal mercato MySQL che era un bel concorrente. Vediamo un po’…

  2. Io non capisco se Oracle si è resa conto che non si è messa solo contro Google ma anche contro Motorola, HTC, Sony, Dell, etc. che non potranno rimanere a guardare…

    Ah e nell’articolo non ho menzionato anche Opensolaris che è molto a rischio.

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