RAID Linux con mdadm + Fedora Live = 0 boot

Scrivo un appunto di fretta, a futura memoria.

Ho un computer con Linux (Ubuntu server, uhmmmmm, remixato a mano) con dischi in RAID. Su questa macchina ieri ho voluto fare un giro di prova con Fedora 15 Live. Shutdown di Ubuntu, infilo il pendrive USB con Fedora, avvio, funge benino, esploro un po’ l’hardware per vedere se/come lo riconosce, navigo un po’ in Rete, shutdown di Fedora, sfilo il pendrive, avvio, *non parte*.

Fortunatamente c’era un messaggio di errore:

error: no such disk.
grub rescue>

Tipicamente incompleto e di per sé inutile, ma sufficiente quando si ha alle spalle la potenza pura di Internet (qualcuno ha probabilmente già affrontato il tuo stesso problema e forse l’ha anche risolto) e dell’artefatto arcano noto come “manuale” (contiene formule e procedure che riducono la tua sanità mentale ma incrementano la tua efficacia).

Consultando il manuale e Internet, e facendo le opportune prove sulla macchina in avaria, ho scoperto che Fedora Live ha modificato il nome del mio RAID 1 di tre partizioni su tre dischi: prima si chiamava md0, dopo md126.

Purtroppo /boot si trovava su md0 e grub si aspettava di trovare i file di configurazione in /boot e di poter fare il boot da /boot, come qualunque ragionevole grub si aspetterebbe. /boot non era disponibile perché md0 non esisteva più.

La procedura descritta nel community doc di Ubuntu su grub ha funzionato talmente bene che al punto 4 (di 10) si è avviata la normale procedura di boot (con tanto di regolare menu con audio personalizzato e grafica), cogliendomi di sorpresa, e non ho avuto l’occasione di prendere appunti migliori. Nel mio caso, la sequenza di comandi risolutiva è stata la seguente (occhio a parentesi, slash e ai miei commenti in parentesi quadre):

ls [nell’elenco appare (md126) invece di (md0)]

ls (md126)/  [l’albero delle directory era diverso da quello descritto nel community doc]

set prefix=(md126)/grub

set root=(md126)

insmode normal [appare il boot menu e parte il boot]

Sia lodata la community. Sia lodato il rescue mode.

Dopo il boot, la mia sessione di lavoro è stata normalissima, con syslog e dmesg che non si sono accorti di nulla (in particolare da nessuna parte veniva citato md126).

Dopo lo shutdown è comparso un menu in formato testo intitolato “Recovery menu” con varie opzioni, tra cui “grub – update grub bootloader”, che *non* ho utilizzato.

Dopo il riavvio, tutto è risultato regolare, compresi ulteriori riavvii.

Non contento, ho fatto un altro po’ di giri con Fedora Live, ma non sono riuscito a riprodurre il problema. Ho però notato che *durante* l’utilizzo di Fedora Live i miei due RAID md0 e md1 (RAID 5 di tre partizioni su tre dischi) venivano sempre rinominati md126 e md127. Al riavvio con Ubuntu, però, nulla di anormale.

A questo punto devo prendere in considerazione l’idea di essere stato io a causare l’avaria di ieri senza neanche accorgermene (in altre parole, PEBKAC). Non credo, perché stavo utilizzando la Live proprio per non fare alcuna modifica sui dischi, però non posso escluderlo. Posso però escludere che Fedora Live mi abbia consultato o anche solo informato sulle modifiche effettuate. YMMV.

Non ho indagato ulteriormente (per esempio, studiando meglio mdadm e grub) perché in questo periodo ho altri affari da gestire; magari un altro giorno.

State in guardia.

Autore: Alessandro Pini

Sinclair ZX-81; Commodore VIC-20; Apple ][ Europlus; Apple //e; Amiga 2000 (Motorola 68000); Amiga 4000 (Motorola 68040, 68060, PPC); Sinclair ZX Spectrum; PC compatibile (Intel 8088 @ 4.77 MHz); ... poi ho perso un po' il conto (due o tre, troppo simili l'uno all'altro)... tower assemblato custom "galactica"; tower assemblato custom "pegasus"; IBM Thinkpad [boh? qualcosa] "defiant"; Compaq/HP Pavilion ze4300 "defiant"; virtual machine VMWare Server "phantom" (fu defiant); MSI Wind U100 "defiant"; Nokia e71 *nero* "blackbird"; tower assemblato custom "spaceball1"; HP Pavilion g6 "gunstar"; Raspberry Pi 2 "lamponcino", "rasputin"; virtual machine assortite. Sì, esatto, non ho mai posseduto il Commodore 64. Non sono quel tipo di geek.

3 pensieri riguardo “RAID Linux con mdadm + Fedora Live = 0 boot”

    1. Io utilizzo kvm. 🙂
      Però in questo caso stavo appunto dando un’occhiata a Fedora per decidere sulla sua competitività come base per la virtualizzazione sul mio hardware (casalingo) attuale.

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