Come una grossa azienda italiana vede Internet

Silenzio / SilenceIl Correre online riporta la notizia che Mediaset ha perso il nome a dominio mediaset.com

Non l’ha perso per motivi legali o cause indipendenti dalla sua volontà, bensì perché qualcuno non solo se è dimenticato di rinnovare l’iscrizione, ma ha ignorato tutte le mail di avviso (era configurato bene il WHOIS, come da regolamento IANA, vero?), tutte le mail di scadenza e tutte le mail di avvertimento.

Ho un po’ di nomi a dominio intestati a mio nome e solo chi è nelle mie stesse condizioni sa quanto i fornitori si adoperino per evitare che succeda un caso come quello citato e come solamente ignorando sistematicamente ogni comunicazione (o avendo il WHOIS mal configurato) sia possibile cadere in un errore così grossolano.

Non basta dire “noi siamo Mediaset, ridateci il nome a dominio” al collegio arbitrale americano perché la risposta non è quella che ci si aspetta di ricevere in Italia.

Ci sono aziende italiane, non necessariamente di comunicazione o del settore IT, che curano la propria presenza online più di ogni altro aspetto di marketing e PR perché hanno capito che su Internet l’audience è letteralmente mondiale. Evidentemente a Mediaset non interessano queste cose e queste sono le conseguenze, si vede che si accontentano del nome a dominio mediaset.it

Autore: Luigi Rosa

Consulente IT, sviluppatore, SysAdmin, cazzaro, e, ovviamente, geek.

5 pensieri riguardo “Come una grossa azienda italiana vede Internet”

  1. Ho un conoscente, ex-collega, che lavora a Mediaset e che, all’epoca, era famoso per aver “inserito i tab nel file /etc/passwd, per ordinarlo“.
    Non mi meraviglierei se fosse lui il responsabile di questa operazione

    K.

  2. La cosa non mi meraviglia per nulla … dal mega-dirigente al “fabricheta” di Merate Brianza c’è chi vuole ricevere personalmente le mail di rinnovo perchè “non vuole avere spese fuori controllo”.

    Poi cancellano in 1.3 secondi netti tutte le mail mail in inglese …

  3. mediaset.com era un redirect 302 verso il punto IT messo in pratica come url fantoccio nel caso di errori di digitazione, non era certo un “asset” e non si tratta per nulla di considerazione di internet in italia. Ti dimentichi le cose collaterali, e in questo caso per loro il dominio principale e da rinnovare è comunque il .it

    1. Premetto che ho un bias negativo verso i nomi a dominio .IT, quindi quello che segue deve essere considerato in questa luce.

      Secondo il mio debol parere un’azienda che opera comunque al di fuori dei confini nazionali che e’ titolare di un .COM analogo al .IT se si lascia scappare il .COM e’ quantomeno sprovveduta (ed e’ un eufemismo).

      Inoltre, se non era un asset perche’ ha scatenato gli avvocati e si e’ rivolta al collegio arbitrale (che non costa certo pochi cent)? Avrebbe potuto tranquillamente fare spallucce e fregarsene.

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