Recuperate alcune parti degli F-1 Apollo

Copyright Bezos Expeditions
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La missione F-1 Engine Recovery di Bezos Expeditions è riuscita a recuperare alcune parti dei motori F-1 utilizzati nel primo stadio (S-IC) dei razzi Saturn V della missione Apollo XI.

L’F-1 resta ad oggi il più potente motore a singola camera alimentato da combustibile fluido: ognuno dei cinque esemplari montati sul Saturn misura 5,64 metri di altezza e 3,72 metri di larghezza e sviluppa circa 680 tonnellate di spinta (6,675 meganewton). Ciascuno di quei bambini consumava ogni secondo 1,79 tonnellate di ossigeno liquido (LOX) e 0,788 tonnellate di cherosene RP1.

Il primo stadio del Saturn (42 metri per 10 di diametro per 2.000 tonnellate di massa al decollo) era destinato a rimanere acceso per circa due minuti e quaranta secondi, dopodiché si separava dal razzo per cadere nell’atlantico. Le posizioni in cui si sono inabissati i primi stadi delle varie missione sono note, ma recuperarle non è uno scherzo, vista la profondità dell’oceano in quei punti.

Il 20 marzo scorso l’equipaggio di Bezos Expeditions ha recuperato da 4.300 metri di profondità due F-1 dell’Apollo XI e abbastanza materiale da poterli mostrare al pubblico, una volta restaurati e trattati per evitare ulteriori deterioramenti.

Il restauro degli F-1 sarà curato dal museo Cosmosphere del Kansas, che si e già occupato di restauri dei cimeli delle missioni spaziali.

Autore: Luigi Rosa

Consulente IT, sviluppatore, SysAdmin, cazzaro, e, ovviamente, geek.

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