ZXX

ZXX è una raccolta di font monospace realizzata da Sang Mun come tesi alla Rhode Island School of Design.

Il nome ZXX deriva dal codice Alpha- 3 ISO 639-2 della Library of Congress che significa “nessun contesto linguistico, non applicabile”.

La raccolta comprende sei font: ZXZ Sans, ZXX Bold, ZXX Camo, ZXX False, ZXX Noise e ZXX Xed.

A parte i primi due font, che sono la base da cui Sang Mun è partito, gli altri hanno lo scopo di rendere difficile, se non impossibile, il riconoscimento di un testo via un normale software di OCR. Il principio è analogo ai testi usati per i CAPTCHA, solo che, nell’intenzione dell’autore, lo scopo è di impedire che oscure entità governative riescano a fare OCR.

Va da sé che le oscure entità governative potrebbero aggiornare i loro software di OCR per includere i pattern di ZXX, ma non è questo il punto. Questi font potrebbero essere utilizzati in alcuni contesti in cui non si vuole che un titolo sia leggibile da lontano oppure un testo non sia riconoscibile tramite OCR. Queste potrebbero essere anche le idee di base per realizzare delle proprie scritte che abbiano le stesse caratteristiche di bassa leggibilità da parte dei software. Come per i CAPTCHA, anche ZXX non rende la vita facilissima al lettore, ma se si vuole un minimo di sicurezza bisogna un po’ soffrire.

ZXX Xed

ZXX Xed ha una X delle dimensioni del quadrato della minuscola sovrapposta ad ogni glifo. Lo scopo è di trarre in inganno il software annullando uno dei punti di riferimento per il riconoscimento delle lettere: i quattro angoli del quadrato della minuscoli hanno sempre dei punti neri, quindi un algoritmo di riconoscimento verrà confuso da questa costante presenza.

ZXX False

ZXX False è forse il più geniale: la lettera vera non è quella che è immediatamente più leggibile, ma quella piccolina. Un titolo scritto con questo metodo letto da una certa distanza non è riconoscibile. Purtroppo (e con i font non si può fare altrimenti) la corrispondenza tra lettera grossa e lettera vera è fissa, quindi la decodifica del testo diventa quasi un gioco da Settimana Enigmistica, dal momento che è ancora più facile del cifrario di Cesare, in quanto la A è Z e la Z è A, la B è Y e la Y è B e così via.

ZXX Noise

ZXX Noise aggiunge una dose rumore di rumore tale per rendere impossibile il riconoscimento elettronico. Si noterà che il rumore aggiunto ai vari glifi non è uguale: la o ha pochissimo rumore, mentre la m ne ha molto. Questo perché il pattern della m è molto riconoscibile dagli OCR ed è necessario molto rumore per confonderlo.

ZXX Camo

ZXX Camo fa sanguinare gli occhi a leggerlo. Ad ogni glifo sono stati aggiunti dei pattern organici che si ritrovano in natura simili a dei vermi. Il risultato è qualcosa di illeggibile per tutti, non solamente per gli OCR.

Naturalmente per una maggiore sicurezza, e per avere la certezza di essere oggetto delle peggiori maledizioni, si possono mischiare i vari font.

Autore: Luigi Rosa

Consulente IT, sviluppatore, SysAdmin, cazzaro, e, ovviamente, geek.

5 pensieri riguardo “ZXX”

  1. Li trovo di dubbissima utilita`. Qualsiasi OCR puo` rapidamente essere adattato a leggerli proprio perche` sono fissi e ripetibili. L’uomo invece li maledira` per sempre.

    1. Sono d’accordo. Se proprio si vuole fare una cosa totalmente a prova di OCR, l’unica e` stampare in nero su sfondo nero.

      I Captcha stanno diventando cosi` complicati che fra poco l’utente medio non riuscira` piu` a leggerli senza un buon software che lo aiuti 😉

    1. Il tuo dottore, come un vero capcha, non scrive in modo ripetibile.
      Lo so bene io, che quando scrivo a mano sono chiaramente in modo write-only. Io stesso non so rileggere quello che ho scritto.

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