ZXX

ZXX è una raccolta di font monospace realizzata da Sang Mun come tesi alla Rhode Island School of Design.

Il nome ZXX deriva dal codice Alpha- 3 ISO 639-2 della Library of Congress che significa “nessun contesto linguistico, non applicabile”.

La raccolta comprende sei font: ZXZ Sans, ZXX Bold, ZXX Camo, ZXX False, ZXX Noise e ZXX Xed.

A parte i primi due font, che sono la base da cui Sang Mun è partito, gli altri hanno lo scopo di rendere difficile, se non impossibile, il riconoscimento di un testo via un normale software di OCR. Il principio è analogo ai testi usati per i CAPTCHA, solo che, nell’intenzione dell’autore, lo scopo è di impedire che oscure entità governative riescano a fare OCR.

Va da sé che le oscure entità governative potrebbero aggiornare i loro software di OCR per includere i pattern di ZXX, ma non è questo il punto. Questi font potrebbero essere utilizzati in alcuni contesti in cui non si vuole che un titolo sia leggibile da lontano oppure un testo non sia riconoscibile tramite OCR. Queste potrebbero essere anche le idee di base per realizzare delle proprie scritte che abbiano le stesse caratteristiche di bassa leggibilità da parte dei software. Come per i CAPTCHA, anche ZXX non rende la vita facilissima al lettore, ma se si vuole un minimo di sicurezza bisogna un po’ soffrire. Leggi tutto “ZXX”

Source Sans Pro

È il nome del primo font gratuito e open rilasciato da Adobe.

Come suggerito dal nome, è un font senza grazie, molto leggibile, adatto sia al video sia alla stampa con una bassa possibilità di far confusione tra glifi simili, come, ad esempio, la cifra 1 e la lettera L minuscola.

La prima versione pubblica 1.033 è del 31/7/2012; quella attuale è la 1.034 di due settimane dopo, che contiene alcune piccole correzioni.

La versione attuale della famiglia Source Sans Pro è composta da sei font di peso differente: black, bold, semibold, regular, light ed extralight.

I caratteri di questa versione coprono le lingue europee, il vietnamita, la romanizzazione pinyin del cinese e il navajo. Le prossime versioni includeranno nel breve termine il greco e il cirillico e, in seguito, arabo, ebraico, armeno, tamil e altri.

La famiglia può essere scaricata in formato OTF e TTF da Sourceforge, da cui è anche possibile scaricare i sorgenti del font. (via BoingBoing)