La bella idea degli annunci automatici

AlessandriaRFI, la società che gestisce l’infrastruttura ferroviaria, ha da anni automatizzato gli annunci alle stazioni.

Il vantaggio è innegabile: gli annunci sono oramai chiari, privi di inflessioni locali e vengono fatti con le tempistiche corrette.

Il problema è che il sistema, così com’è stato pensato non gestisce correttamente le eccezioni con risultati schizofrenici da scena di film comico.

Un esempio è la farsa che è andata in scena a Pavia questa mattina dalle 08:30 in poi, protagonisti la linea suburbana S13 di Trenord, una navetta Pavia-Milano Bovisa che parte ogni 30 minuti (:09 e :39), e, loro malgrado, i passeggeri che avrebbero voluto fruire del servizio.

Il treno delle 8:39 non è partito e nemmeno quello delle 9:09. Alle 9:39 c’erano fisicamente 3 treni che sarebbero potuti partire per Milano (tralascio il disagio dei passeggeri e l’assoluta assenza di informazioni) in quanto i convogli erano correttamente arrivati da Milano.

Alle 09:40 il sistema automatico ha iniziato ad annunciare le partenze di tutti e tre i convogli (due su un binario e uno su un altro). Sembrava una scena da L’aereo più pazzo del mondo.

Ovviamente ne sarebbe partito solamente uno e solo un annuncio umano (all’inizio errato anche lui) conseguente alla disabilitazione degli annunci automatici è riuscito a chiarire la situazione e a fermare la transumanza di passeggeri imbufaliti da un binario all’altro.

In molti casi quando un sistema automatico (ovvero, alla fine, un software) non riesce a gestire gli errori e le eccezioni è meglio che si chiami fuori e passi la palla a chi, si presume, ha una migliore capacità di gestione.

Autore: Luigi Rosa

Consulente IT, sviluppatore, SysAdmin, cazzaro, e, ovviamente, geek.

6 pensieri riguardo “La bella idea degli annunci automatici”

  1. Come si fa un BSOD solo con l’audio? 🙂

    Mai capitati sui treni annunci incompleti tipo “Stiamo per arrivare alla stazione di —” Mi sono sempre immaginato la reazione di uno che si è appena svegliato e non sa se è andato lungo, deve scendere o può tornare a chiudere gli occhi.

    1. Sì, proprio sull’S13 per una stazione aperta da poco per cui il sistema di annunci di Trenord (che non è quello di RFI) non aveva ancora il “file” (non sono sintetizzati)

  2. segnala a #meetfs 🙂 🙂 🙂
    Io se posso evito di prendere il treno in italia, purtroppo per raggiungere certi luoghi è d’obbligo, non mi lasciano arrivare con l’astronave.

  3. Poi quando incasinano i binari della stazione… sembra (ma devo controllare di persona) che a Tiburtina F.S. abbiano spostato (mi auguro non fisicamente) il binario 4 (che è stato smantellato) dopo il binario 12… questo (sembra) per non cambiare o mettere una pecetta sui cartelloni degli arrivi e partenze. Non ci credo ancora ed andrò sicuramente a controllare di persona…

    Sempre alla stazione Tiburtina (che una volta frequentavo tutti i giorni) mi è capitato di sentire gli annunci più comici. Dall’operatore (reale) che fa un annuncio e si dimentica quello che stava dicendo per chiedere (sempre con il microfono aperto) ad un collega “Che cazzo di treno era?”.

    Un’altra volta è partito l’annuncio automatico che il treno per l’aereoporto previsto al binario 4 sarebbe arrivato al binario 5. Quando si sono resi conto che si stava scatenando il panico tra la gente che non capiva se doveva prendere i sottopassaggi o meno, una voce umana si è sovrapposta agli annunci urlando “Er binario cinqueee è su’o stesso marciapiede der quattrooo! Ndo annate…” (veri profescional).

    Ah è sempre la stazione Tiburtina si è recentemente distinta per un cartello temporaneo bilingue che indicava la direzione per la metropolitana definendola in inglese come “Andergraund”…

    1. Incredibile…
      Ogni tanto penso che in Lombardia ci lamentiamo come furie ma non sappiamo che c’e’ chi e’ conciato ben peggio.
      Alla fine anche io questa mattina sono partito con 15 minuti di ritardo, visto che volevo prendere il treno delle 9:39

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