Remix

Il bello di Internet è che prende qualcosa, lo adatta per i propri scopi e lo utilizza per finalità non previste dall’inventore/creatore.

Ci sono alcune ditte che detestano questo comportamento e fanno di tutto per impedirlo, ma sono problemi loro e di chi vuole essere legato ad un guinzaglio.

Prendiamo Twitter, recentemente sbarcato in borsa con numeri da bolla .COM: quando era stato creato lo scopo era tra l’inutile e il pavoneggio perché sarebbe dovuto servire per dire “dove sono, cosa sto facendo”.

Nel tempo qualcuno ha iniziato ad utilizzarlo per scopi più utili e adesso è diventato simile ad una grande agenzia stampa con notizie battute quasi prima su Twitter, quando Twitter stesso non è la fonte primaria. Verrebbe da supporre che se i creatori avessero vietato questa trasformazione e avessero imposto agli utenti di dire solamente “dove sono, cosa sto facendo”, il sito sarebbe stato abbandonato da tempo dagli utenti.

Discorso analogo vale per github, un servizio nato per scrivere software in gruppo, in cui non solo vengono tracciate le modifiche ma che facilita e incoraggia i fork.

Qualcuno ha pensato bene per usarlo in maniera alternativa, come creare un repository con tutte le ricette dei tacos.

Anche in questo caso i gestori del sito non hanno vietato il remix. La pagina dedicata ai dati della pubblica amministrazione lo dimostra chiaramente.

L’utilizzo alternativo di piattaforme o software è statisticamente più probabile dell’utilizzo canonico previsto dal suo creatore. Statisticamente perché un gruppo di poche persone, per quanto preparate, non può pretendere di avere più punti di vista e più idee del resto del mondo; è una mera questione di numeri.

Autore: Luigi Rosa

Consulente IT, sviluppatore, SysAdmin, cazzaro, e, ovviamente, geek.

2 pensieri riguardo “Remix”

  1. Se è per questo, github si sta anche proponendo come piattaforma per siti/blog (http://pages.github.com/).

    Hanno rilasciato sotto licenza open la loro piattaforma per la generazione di siti per la documentazione (http://jekyllrb.com/) e, dopo poco, hanno scoperto che alcuni utenti l’avevano usata per creare ed ospitare siti direttamente sui loro server. Invece di opporvisi, hanno subito scelto di cavalcare l’onda 🙂

  2. Ho letto di recente “Hatching Twitter” che descrive, in forma romanzata, tutta la storia di twitter dalla fondazione alla quotazione in borsa.

    Jack Dorsey e Biz Stone hanno sempre avuto un’opinione diametralmente opposta su quella che era la funziona principale di twitter: “quello che io sto facendo” (Dorsey) vs “quello che mi sta accadendo intorno”.

    Questo ha anche determinato tutta una serie di eventi e tradimenti dal concepimento dell’idea alla quotazione in borsa.

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