TG4: ossia quando l’ignoranza si scontra con la scienza.

In un momento di pausa, oggi, mi è capitato, purtroppo, di finire su un video, estratto da uno dei TG4 del 12 Novembre 2014, contenente il servizio che tale Mauro Buffa ha “dedicato” a Rosetta. Questa persona, nel giro di soli 90 secondi è riuscito a creare uno dei peggiori e più vergognosi, ributtanti e schifosi momenti di pseudogiornalismo in Italia.

Dopo averci pensato un po’, ho deciso di non rovinare questo blog inserendo quel video, a cui potete tranquillamente arrivare attraverso questo link, prima che Mediaset, non verifichi sulla propria pelle l'”effetto Streisand“, richiedendone la cancellazione da ogni possibile sito.
(nota: io me solo sono salvato sull’hard disk, per far vedere a mia figlia a cosa porta essere scientificamente ignoranti).

Ecco alcune delle frasi che caratterizzano questo servizio:

00:18 “Non lo sapeva quasi nessuno ma è dal 2004 che l’Ente Spaziale Europeo lavora per rovinarci questa immagine”

00:44 “Ecco le immagini nude e crude che ci manda… un grosso sasso polveroso. Su questo sasso fra poche ore scenderà un robot, farà un buco sulla superficie e fa quasi male sapere che il trapano è stato costruito in Italia.”

00:59 “Un sasso, un sasso e niente più. Nemmeno il mistero terribile malefico dell’asteroide del film Armageddeon.”

01:08 “Gli scienziati sono quasi gli unici ad eccitarsi. La missione rosetta, ci spiegano, svelerà segreti sull’origine della vita probabilmente la vita è arrivata sulla terra proprio sulla coda di una cometa.”

01:20 “Una missione costata fin’ora più di 100 milioni di euro. Francamente troppi anche per recuperare un reperto archeologico dell’universo.”

Frasi, queste, che fanno venire la pelle d’oca anche solo a leggerle… immaginatevi ad ascoltarle. Insulti gratuiti e una totale sminuizione di un progetto assoltamente fantastico che punta a qualcosa di incredibilmente straordinario e che dimostra anche l’importanza del lavoro che fanno ogni giorno gli scienziati.

Caro Signor Buffa, in fondo La capisco. Non è colpa Sua. Nessuno poteva pretendere che Lei sapesse di questo progetto… in fondo, per Lei la “cometa” è associabile solo al Natale o, peggio, a uno o più film. Scommetto che ha citato ‘Armageddeon’ perchè è passato in questi giorni su Sky, vero?
I suoi servizi durano si e no qualche minuto. E a meno che siano ricchi di così tante castronerie in così pochi secondi, difficilmente rimangono nel tempo. Il giorno dopo nessuno se li ricorda, forse nemmeno i suoi parenti. Posso quindi capire il Suo stupore nel sapere che persone, probabilmente più intelligenti di Lei e di me, siano riuscite a portare avanti un progetto lungo oltre 10 anni, ad attendere e finalmente a gioire per la riuscita. Ed è più che naturale che non avendo mai provato nulla di anche lontanamente simile per Lei sia assolutamente impossibile comprendere l’eccitazione di chi ha lavorato a questo progetto. Però, magari, tra 10 anni qualcuno si ricorderà di questo servizio. E riderà di Lei.
Caro signor Buffa, 100 milioni di euro per questo progetto, nel corso di oltre 10 anni sono veramente pochi e infatti si parla di meno di 1.5 miliardi (informarsi richiederebbe professionalità nel proprio lavoro… difficile, vero?). Il film da Lei citato, “Armageddeon”, è costato poco meno di 150 milioni di dollari… e tutto per uno svago di meno di due ore, un po’ di effetti speciali e numerosi errori nonostante il supporto della Nasa alla realizzazione del film.

E proprio in relazione alla Sua frase “fa quasi male sapere che il trapano è stato costruito in Italia” le dedico questo frammento di “Mix 24 – di Giovanni Minoli“, trasmesso sempre il 12 Novembre 2014 da Radio 24.

In questi 7 minuti e mezzo Giovanni Minoli, un giornalista molto più capace di Lei (mi sembra di capire però che sia molto facile) non ha solo effettuato una scelta “cinematografica” nettamente superiore alla Sua, ma ha impostato il servizio intervistando Amalia Ercoli Finzi, professore ordinario di ‘meccanica orbitale’ al Politecnico di Milano, che è proprio la persona che ha ideato quel trapano che Lei, signor Buffa, ha tanto denigrato.
La prego, ascolti questa intervista, ascolti la voce di questa persona, ascolti quello che dice e forse potrà comprendere quello che significa essere uno scienziato e di quanto quello che lei ha fatto sia sia vergognoso. E se non lo capisce, non importa. Per miracoli come questo il mondo non è ancora sufficientemente attrezzato.

Quando ho sentito questa intervista ero in macchina e ho avuto la pelle d’oca, ipnotizzato dalla voce di questa professoressa che raccontava in modo così emozionante e così intenso, questa sua esperienza. Perchè è questa la vera scienza.

Quello di Buffa non è altro che un servizio di merda.

 

 

15 pensieri riguardo “TG4: ossia quando l’ignoranza si scontra con la scienza.”

  1. amo l’articolo e voglio tanto bene all’autore e alla scienziata che parla nel Mix 24 – di Giovanni Minoli, ma, con tutto il rispetto per il suo essere scienziata, il discorso sessista a 4:50 poteva risparmiarselo… e anche quello sulla psicologia, visto che l’intelligenza emotiva a me risulta essere anche il controllo delle emozioni, cosa che si fa con la logica

      1. beh noi donne siamo x, invece voi uomini siete y = discorso sessista, però poi effettivamente non nega al giornalista che non ce l’hanno solo le donne e specifica che gran parte delle donne ce l’hanno

  2. Concordo in pieno con l’articolo, ma mi permetto di fare un appunto: vogliamo smetterla di dare del lei a persone che non se lo meritano?
    Il rispetto va guadagnato, e l’autore di quella pozza di merda fumante che ha fatto il servizio non merita altro che disprezzo; nessuno verrà a cagarti il cazzo perché gli hai* dato del tu, né men che meno quello ha appigli legali per farti qualche tipo di causa: volendo puoi dare del tu anche al Presidente della Repubblica, non c’è nessuna legge che ti impone di usare il ‘lei’.
    Se gli da fastidio, tanto meglio: certa gente non merita educazione.

    Saluti! ; )

    *In questo caso ti do del tu perché su internet è buona norma, ovviamente non per disprezzo, anzi!

      1. Esatto. Uso il “Lei” quando voglio che tra me e il primate dal pollice opponibile a cui invio il messaggio non ci possa essere alcuna connessione…
        Userei il “voi fascista” ma non sarebbe, probabilmente, capito… e il “coloro” è complesso.

  3. Poveri noi se lo viene a sapere.
    Poveri noi se viene a sapere che ci è costato 3,5 euro a testa nell’arco di 10 anni: sicuramente soldi meglio spesi di quelli del suo compenso.
    E ci pensate che lo paghiamo anche noi con le tasse e le sovvenzioni al giornalismo (spazzatura)?

  4. Ma sono giornalisti questi? Non hanno la benché minima cultura scientifica…
    la missione, europea per giunta, è stata assolutamente fantastica e grazie anche a personale italiano.

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