Child not found

Dopo aver letto qualche giorno fa un articolo su The next web a proposito di pagine dedicate all’errore HTTP404 curiose o semplicemente divertenti, mi sono deciso a rivedere questa pagina di errore anche per il mio sito.

Per quei pochi che non lo sapessero o per chi volesse approfondire, vi ricordo che questo errore – colloquialmente descritto come Page not found – segnala all’utente che il browser ha correttamente comunicato con il server web, ma che quest’ultimo non ha trovato la risorsa desiderata. Questo normalmente a causa di un banale errore di digitazione, oppure per via di un broken link.

La mia idea originale era appunto creare una pagina di errore che fosse utile, oppure divertente o, possibilmente, entrambe le cose. Mentre riflettevo sul cosa, ho iniziato a documentarmi sul come, partendo naturalmente dalla pagina sulla Wikipedia.
Proprio lì mi sono imbattuto sul NotFound Project una iniziativa che si propone di inserire un widget all’interno delle pagine 404 per mostrare la foto e le informazioni basiche su un bambino scomparso, sfruttando l’analogia fra la pagina e il bambino non trovati.

Ecco il video di presentazione

Sul sito www.notfound.org si può trovare il link per segnalare il proprio sito e ottenere un frammento di codice per inserire un iframe all’interno della pagina 404. Dal punto di vista tecnico la soluzione non è per niente complicata ed è di implementazione piuttosto semplice, anche se devo rilevare che il frammento di codice non segue le specifiche di HTML5, ma è un dettaglio e si può correggere in un minuto a mano per renderlo aderente, dove necessario.

Personalmente non sono molto convinto che questa iniziativa sia utile: negli ultimi anni si è diffusa l’abitudine a digitare non più gli indirizzi nella barra omonima, ma piuttosto in un motore di ricerca in modo da non doversi curare nè della sintassi nè di eventuali errori di digitazione, di conseguenza l’impatto di un HTTP404 non è più così esteso. Inoltre è tutto da dimostrare che il visitatore del sito resti abbastanza colpito dalla pagina da soffermarsi a leggere tutte le informazioni, memorizzare la foto e fare attenzione ai bambini incontrati per strada per confrontarli mentalmente.

D’altra parte, se c’è anche una sola posisbilità di aiutare la vittima di un rapimento, credo che valga la pena provarci: di conseguenza, nel mio piccolo, io ho deciso di aderire.

Autore: Luca Mauri

Prima di tutto un Geek e un Trekker, Luca Mauri lavora come IT Manager. Entusiasta della esplorazione spaziale e della scienza in generale. È un lettore vorace e un fotografo amatoriale. Fa parte della piccola schiera degli INTJ.

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