La disinformazione è un male. Sempre!

Un paio di giorni fa il ricovero ad Oristano di un bambino di 10 anni per infezione da tetano ha ulteriormente animato le discussioni relative ai vaccini. Peccato che a peggiorare la situazione (come se ce ne fosse bisogno) questa volta si siano messi di mezzo i media che con una buona dose di disinformazione hanno distolto l’attenzione dal vero e proprio problema spostandola su altri aspetti.

Cosa è successo

Il titolo della notizia riportata dall’Ansa il 28 Giugno è molto chiaro: “Bimbo non vaccinato ricoverato per tetano, primo caso dopo 30 anni“.

Ansa

Verso la fine del testo appare un virgolettato attribuito a Giovanni Zanda, direttore dell’Unità di Pediatria di Oristano, che sembra confermare l’affermazione relativa al dato sui 30 anni indicata nel titolo, riferendola a tutta l’Italia e non alla sola Sardegna.

Purtroppo anche altre testate, tra cui Corriere.it, Stampa.it e persino IlPost.it (che personalmente reputo un’ottima fonte) rilanciano la notizia senza alcuna verifica e/o approfondimento. Lo stesso poi fa anche il TG1.

Corriere.it
La Stampa.it
IlPost.it

Peccato che questo non sia vero.

Già, perché come riportato dalla pagina Facebook VaccinarSi, che riprende un post sull’omonimo blog, nel periodo indicato dai media i casi di tetano in ambito pediatrico sono stati ben più di 30. Diverso è il discorso in ambito neonatale visto che l’ultimo caso in Italia risale al 1982.
Ma il bambino in questione ha 10 anni.

Si, vabbeh… che cambia?

Cambia tanto.

Se quando tengo le lezioni sulla disinformazione io chiedo ai ragazzi di stare attenti a quello che condividono, da chi fa informazione pretendo molto di più.

Fornire informazioni incomplete, non verificate, errate è disinformazione. E se mi posso aspettare questo da un qualsiasi utente di un qualsiasi social network, non me lo posso aspettare dai media e da chi fa proprio dell’informazione il proprio lavoro e il proprio business.

E il risultato lo si vede gironzolando nelle pagine e nei gruppi che trattano l’argomento “vaccini” e non solo quelli (spesso chiusi) dichiaratamente antivax.
Ecco un esempio:

Di commenti come questi ne ho visti molti, alcuni con toni pesantemente più duri e perentori. Tutti, però, hanno in comune una sola cosa: focalizzare l’attenzione sul dito, ossia discutere se è o meno il primo caso in 30 anni, 6 mesi o un giorno, tralasciando la luna, ossia il fatto che non sia assolutamente accettabile nel 2017 vedere bambini che si prendono una malattia per la quale esiste un vaccino da tempo immemore.

La disinformazione è un male. Sempre!

Non mi stancherò mai di ripeterlo.

Questa vicenda, come troppe altre simili, ci insegna che l’informazione non può e non deve mai cadere nella disinformazione, perché, come ha scritto l’amica Roberta Villa in un suo status su Facebook (parlando della notizia riportata in modo errato dal TG1), “[…] una bufala, anche involontaria, una volta partita non la fermi più, soprattutto se è in linea con quel che hai in testa. […]“.

Disinformare è sbagliato. Molto sbagliato. E quando lo si fa in modo involontario, lo si deve ammettere e correggere al più presto. Perché l’errore è accettato, la presunzione di non aver sbagliato no.
E l’errore è molto più grave quando si parla di argomenti dove purtroppo la disinformazione già regna sovrana, come nel caso dei vaccini, perchè mette ulteriormente a rischio la salute pubblica in particolare dei soggetti più deboli e indifesi.

Fornire “armi” a chi continua imperterrito a combattere i vaccini significa permetter loro di manipolare le stesse notizie.
Qui l’unica notizia su cui parlare è che un bambino di 10 anni è stato ricoverato per una malattia per la quale c’è un vaccino che dal 1991 ha anche sensibilmente ridotto alcuni effetti collaterali provocati dal vaccino precedente. Non dobbiamo discutere su da quanto questo non si verificava, ma su quali siano state le motivazioni che hanno portato la madre a non vaccinare il figlio e lavorare affinché quelle siano sconfitte.

Si deve informare, non disinformare.
E il motivo è molto semplice: combattere la disinformazione con la disinformazione è il modo migliore per dare ragione agli argomenti di chi disinforma per primo.

 

2 pensieri riguardo “La disinformazione è un male. Sempre!”

  1. La capacità degli antivax di girare la frittata:
    Una casa farmaceutica avrebbe semmai l’interesse a NON far vaccinare, per far pagare poi le cure a caro prezzo a chi si ammala di “vecchie” malattie.

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