Le bizzarrie delle Poste

Problema: recapitare una lettera.

Soluzione delle Poste Italiane: applicare il massimo della complicazione.

Ho trovato questo avviso di mancata giacenza nella mia casella postale (quella fisica):

Stavo per passare dall’ufficio postale quando mi sono fermato a leggere il papiro. Ho dovuto rileggerlo tre volte per crederci.

Posso chiamare entro tre “giorni solari” il numero verde per chiedere o che venga consegnato il giorno lavorativo successivo, oppure che venga lasciato all’ufficio postale dove dopo due giorni lavorativi (escluso il sabato) io posso passare a prenderlo. Perché lasciare la missiva lì dov’è richieda un giorno in più è un mistero.

Se non lo faccio, dopo cinque giorni lavorativi (escluso il sabato) dalla data dell’avviso posso ritirarlo comunque all’ufficio postale.

Siccome “cinque giorni lavorativi escluso il sabato” è di fatto una settimana, se non mi sbrigo a chiamare il call centre, posso ritirare la lettera presso un ufficio postale la settimana dopo la prima tentata consegna.

L’inutile complessità introdotta, che sarà probabilmente il frutto di una ragionata analisi a base di slide PowerPoint da parte di $grossa_societa_di_consulenza, non si limita alla parte di recapito, ma probabilmente è estesa a tutta la filiera.

Se è affidabile, questo è il percorso che ha fatto la povera lettera secondo il sito delle Poste:

Non sono un fan della falsità si stava meglio quando si stava peggio, ma a me sembra che il nuovo sistema di giacenze e consegne sia peggiore di quello classico che se non eri a casa dal giorno dopo andavi a prendere la lettera all’ufficio postale.

Autore: Luigi Rosa

Consulente IT, sviluppatore, SysAdmin, cazzaro, e, ovviamente, geek.

12 pensieri riguardo “Le bizzarrie delle Poste”

  1. È un’ironia della sorte che l’articolo precedente sia intitolato “Elogio della semplicità”. Alle poste preferiscono la burocratizzazione ma tanto ormai vendono di tutto nei bazar ex uffici postali mentre i servizi postali sembrano essere diventati quasi un fastidio, portati avanti solo per obbligo.

    1. Un problema è anche che i processi che funzionano benissimo sulla carta spesso non funzionano sul campo perché chi li scrive sulla carta non ha una specifica conoscenza del campo.

    2. @Massimo: non vendono più di tutto, per fortuna gli angoli cartoleria (o negozietti bazaar) all’interno delle poste sono una divisione che è stata soppressa da un paio d’anni perchè non dava profitto 🙂

  2. Questa “semplificazione” c’è per lo meno da un paio d’anni. Me ne sono accorto al rinnovo della patente: prenotazione on line (50 secondi), posti diponibili, poi medico in perfetto orario, scansione della foto e della firma. Il tutto alla asl: pareva fantascienza.
    Il bello è venuto quando la patente è arrivata per assicurata e nessuno era in casa. Anche io non ci potevo credere e mi è toccato rileggere il papiro più volte.
    Ah, ciliegina sulla torta, dai cellulari il numero per liberare la missiva è a pagamento….

  3. E non che qualcuno alle poste sappia dirmi che fine ha fatto il pacco che mi hanno spedito da Amburgo il 15 agosto 2013, nonostante glielo chieda tutte le volte.

    O che abbiano francobolli per cartolina per gli USA, per spedirle ho dovuto metterci sopra Francesco.

    1. Poverini, li hai spiazzati! Non si aspettavano un cliente che volesse francobolli costosi da usare: in genere quelli costosi sono da collezione (e sono brutti, IMHO, almeno quelli dal 1995 in avanti).

      1. No, si aspettavano che, per spedire quattro cartoline ad un bambino malato di sarcoma di Ewing io mettess quatro striscette stampate invece di quattro (o piu’) francbolli veri.

  4. Bisogna aspettare un giorno in più per il ritiro in ufficio postale, rispetto alla richiesta di un secondo tentativo di recapito, perchè le spedizioni non recapitate vengono gestite da un ufficio diverso.
    Praticamente quel +1 giorno o lo usano per riprovare a consegnare a te, o lo usano per consegnare al tuo ufficio postale di pertinenza.

  5. l’idiozia delle “nuove regole”: dopo il primo avviso di mancata consegna ho sentito il call center e mi hanno informato che non è possibile cambiare l’indirizzo di consegna per farmelo portare al lavoro, che devono per forza fare un secondo tentativo in data concordata con il destinatario, che poi dovranno fare un terzo tentativo d’ufficio. Solo dopo il terzo tentativo la missiva con la patente verrà lasciata in deposito per 60 giorni in un ufficio postale per poter essere ritirato.
    Evidentemente è troppo difficile per i “megaconsulenti” prevedere che dopo il primo tentativo si possa chiedere di lasciare da subito le corrispondenza in deposito…
    Ho detto all’operatrice del call center che facessero fare a vuoto il giro al postino e che il mio commento sulla procedura è: “stupida”.

  6. Nel mio paese c’è un postino che fa prima: non si porta nemmeno dietro le raccomandate, solo gli avvisi che “Hanno tentato il recapito”.
    BALLE, perchè all’ora e giorno indicati ero in casa, e il campanello funzionava.
    Comunque ho dovuto pagare una multa a prezzo pieno, ormai i 5 giorni di sconto erano scaduti.

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