Linux proxy per Veeam B&R

La versione 10 di Veeam Backup & Replication ha introdotto la possibilità di utilizzare Linux come sistema operativo del backup proxy.

In Veeam il backup proxy è il ruolo del host che esegue la copia dei dati dalla sorgente alla destinazione, è il ruolo del data mover.

Fino alla versione 9.5 il ruolo di proxy poteva essere assegnato solamente ad un host Windows, dalla versione 10 è possibile assegnarlo anche ad un Linux.

Veeam ha deciso di non distribuire un proxy Linux preconfezionato, lasciando al cliente l’opzione di installare il Linux che preferisce. Soluzione, a mio parere, condivisibile perché se non si ha la capacità di installare un Linux, meglio non usare Linux.

Le distribuzioni supportate sono le solite note: Debian, OpenSuse, RedHat (e compatibili, come CentOS), Ubuntu.

Per ora, la limitazione del proxy Linux è che può collegare i VMDK solamente in modalità hot add, ne discende, quindi, che il proxy Linux deve essere una macchina virtuale.

Ho provato a configurare un proxy Linux con CentOS 8 installato in modalità minimal.

Terminata l’installazione, ho solamente fatto gli aggiornamenti del sistema con dnf check-update e dnf update senza installare alcun pacchetto aggiuntivo.

Per ragioni di test, ho disabilitato il firewall e selinux.

Ho creato un utente apposito (veeam) e l’ho aggiunto al gruppo wheel con il comando usermod -aG wheel veeam, in quanto il software del proxy di Veeam ha bisogno dei privilegi di root per poter girare, dal momento che deve gestire i dischi di sistema. Se si aggiunge un utente al gruppo wheel, questo potrà eseguire il comando sudo e guadagnare i privilegi di root.

Terminata la configurazione della VM, è possibile aggiungerla ai proxy dalla consolle di Veeam.

Quando si aggiunge un proxy in Veeam 10 si vede subito che è possibile scegliere la piattaforma:

Quando si specifica l’utente da utilizzare se si è già abilitato l’utente ad usare sudo è sufficiente spuntare l’opzione Elevate account privileges automatically:

Diversamente si può lasciare che Veeam abiliti l’utente oppure elevi i privilegi con su, ma in entrambi i casi bisogna fornire anche la password di root della VM.

La VM deve avere attiva l’opzione disk.EnableUUID, se non lo è appare questo messaggio in fase di configurazione del proxy:

Se si risponde Yes, si indica quel è la VM con il proxy, Veeam avviserà che la VM dovrà essere riavviata e penserà lui ad abilitare l’opzione.

Una volta aggiunto il proxy, lo si può utilizzare come qualsiasi altro proxy di Veeam, con le limitazioni indicate sopra.

Nella VM linux il task del proxy si chiama veeamagent e viene eseguito dalla directory /tmp, verosimilmente viene inviato ogni volta al proxy da Veeam Server. Il binario è un ELF 64 e si trova in una directory /tmp/VeeamAgentUUID.data (dove al posto di UUID c’è un UUID) assieme ad alcune librerie.

L’efficienza del proxy Linux dipende, ovviamente, da quanto vHardware si assegna, con 4 vCPU e 8 Gb di vRAM Veeam propone come default la possibilità di eseguire 4 task contemporanei.

Un proxy Linux ha diversi vantaggi rispetto ad un analogo Windows, in quanto Linux richiede meno risorse di Windows e non deve essere licenziato.

Autore: Luigi Rosa

Consulente IT, sviluppatore, SysAdmin, cazzaro, e, ovviamente, geek.

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