Catalessi sugli allori

Piazza CastelloStatCounter è uno dei tanti siti che offre un servizio di analisi di traffico web. Il sito ha pubblicato una statistica anno su anno secondo la quale Internet Explorer sarebbe sceso poco sotto la quota psicologica del 50% di share.

Non ho trovato (se c’è) l’errore medio della statistica per capire quale sia l’errore di quel 49,87% dello share di Explorer in settembre, quindi il dato va preso per quello che è: una statistica.

Per la seconda volta vediamo un browser con quote bulgare di mercato perderle per cause più interne che esterne.

Netscape Navigator ha di fatto guidato la prima (e molto confusa) corsa al web della metà degli anni ’90; dobbiamo proprio a Netscape molte innovazioni dell’HTML, brutte o belle che siano. In quel periodo Microsoft, dopo un primo periodo in cui ha ignorato Internet, giocava molto all’inseguimento, mentre Netscape dominava il mercato. Tutto ciò fino alla versione 3.0, in cui non è stato data importanza al miglioramento del programma, ma ci si è concentrati sull’aggiunta di feature, alcune interessanti (un client di mail), altre un po’ inutili per l’utente quadratico medio (l’editor HTML visuale). Il caravanserraglio che è risultato da questo ingrasso non ha fatto altro che facilitare l’ascesa di Explorer, che, con tutti i suoi innumerevoli difetti, alla fine era più utilizzabile di Netscape.

La storia si è ripetuta (in un certo senso all’inverso) all’inizio del nuovo secolo. Microsoft si trastullava con la versione 6 di Explorer e non voleva buttare soldi per del software “gratuito”, quindi ha lasciato passare ben cinque anni prima di pubblicare la versione 7, anche perché stava tentando di far passare il concetto che HTML fosse obsoleto e fossero da preferire piccole applicazioni scaricabili (ActiveX e compagnia). Come succede in biologia, anche in questo settore quando si creano dei vuoti qualcuno li riempie. Ed è stato proprio Mozilla Firefox, rinato dalla ceneri di Netscape, a riaprire le danze. La crescente domanda di sicurezza ha fatto il resto: ancora una volta Explorer era troppo complesso e il malware a avuto gioco facile a sfruttarne i punti deboli.

Ultimamente qualcuno sostiene che Firefox stia diventando un po’ troppo cicciottello…

Autore: Luigi Rosa

Consulente IT, sviluppatore, SysAdmin, cazzaro, e, ovviamente, geek.

3 pensieri riguardo “Catalessi sugli allori”

  1. Chiamarlo cicciottello è un eufemismo.. lo continuo ad usare perché è un ottimo prodotto, ma in confronto ai molti concorrenti occupa troppe risorse del computer ed appesantisce la navigazione

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