Internet, politica, ignoranza

Mi addentro raramente in temi politici probabilmente per i motivi espressi in questo articolo.

Il Washington Post ha un bell’articolo (via Stefano Quintarelli) in cui si analizzano i motivi per i quali Internet e la politica non si capiscono.

Le due frasi topiche dell’articolo sono (grassetto anche nell’originale):

Washington targets isolated, static problems.

On the Web, everything is connected and changing quickly.

Le circostanze che vengono elencate nell’articolo sono, ovviamente, americane, ma potremmo trovarne di analoghe qui da noi, o in ogni altro Stato.

L’autoreferenzialità e la paura dell’ignoto mascherate spesso come necessità del mantenimento dei diritti acquisiti o altre argomentazioni analoghe portano determinate categorie ad essere percepite come antiche, fuori dal tempo, anacronistiche. Sono spesso quelli che si autodefiniscono progressisti ad essere i più conservatori del gruppo e mi rendo conto di aver appena enunciato un’ovvietà.

Purtroppo per chi sta rimanendo indietro, il popolo di Internet è numericamente superiore ed in constante aumento.

Fatevi due conti.

Autore: Luigi Rosa

Consulente IT, sviluppatore, SysAdmin, cazzaro, e, ovviamente, geek.

3 pensieri riguardo “Internet, politica, ignoranza”

  1. ci sono problemi per i quali l’unica soluzione e` la rivoluzione, altri, invece, come quelli del costo esorbitante della musica e dei film, che sarebbero risolvibili in maniera assai semplice, se solo volessimo farlo. Smettiamo di comperarla, punto e basta. Smettiamo di fruire di questo bene, non siamo dipendenti da esso. E` musica (o film), non e` cibo, acqua, medicinali.

    Io non compero piu` nulla da piu` di 20 anni, e vado al cinema forse una volta all’anno, a vedere cio` che ritengo possa meritarsi i miei 8 euro. Compero qualche videogioco, magari fra quelli dell’anno scorso, che costano 20 euro al massimo, e che li valgono. Non e` difficile. Se facessimo tutti cosi`, vinceremmo noi.

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