Laser unprinter

Tutti sappiamo come funziona il processo xerografico di stampa a laser.

All’Università di Cambridge hanno scoperto un sistema di rimozione del toner dalla carta (link paywalled).

Il metodo, per ora sperimentale, consiste nel colpire le particelle di toner con degli impulsi di laser verde della durata di qualche picosecondo e rimuoverle per ablazione. Gli esperimenti hanno rivelato che la lunghezza d’onda ideale per questo tipo di procedura sarebbe un laser verde, che viene assorbito dal toner ma non dalla cellulosa.

Se una tecnologia di questo tipo dovesse raggiungere il mercato, sarebbero possibili notevoli risparmi in quanto la carta potrebbe essere riutilizzata anziché riciclata. (via ExtremeTech)

Autore: Luigi Rosa

Consulente IT, sviluppatore, SysAdmin, cazzaro, e, ovviamente, geek.

8 pensieri riguardo “Laser unprinter”

  1. E uno dovrebbe far tutta questa fatica per recuperare un foglio di carta quando sarebbe più semplice non stampare?

    In compenso ci vedo diversi problemi: durata nel tempo dei documenti permanenti e sopratutto possibilità di truffe

  2. E dove sta scritto che il processo xerografico sia “permanente”?!

    Hai mai provato a lasciare per un annetto o due un foglio stampato in una busta in plastica trasparente liscia? Quelli fotocopiati poi…

    Adesso le busta portadocumenti le fanno zigrinate, ma cio’ non toglie che la polvere di toner sia asportabile.

    1. > E dove sta scritto che il processo xerografico sia “permanente”?!

      Infatti. Il primo giorno che iniziai a lavorare nel settore IT di nota ex-primaria casa assicuratrice, ora acquistata dalla primaria casa assicuratrice con sede a Trieste, un Supremo mi racconto’ che avevano iniziato a stampare gli assegni di rimborso con le stampanti LASER, poi erano dovuti tornare precipitosamente alle stampanti ad impatto, dato che qualcuno aveva scoperto che congelando gli assegni uno poteva poi raschiare via gli importi indicati e poi diventare creativo.

  3. Faccio ammenda alla mia “consecutio temporum ad minchiam” frutto del fatto che ho buttato giù l’articolo stamattina alle cinque e mezza. Chiedo venia.

  4. Non e` che le stampanti ad impatto abbiano un inchiostro che “regge” meglio del toner… e` che l’impatto lascia un segno anche se va via l’inchiostro.

    Quando lavoravo nel campo dei servizi per la pubblica amministrazione locale, scoprii che tutti gli atti di stato civile dovevano essere fatti con stampanti ad impatto proprio perche’ si richiede che quel foglio sia usabile anche fra cento anni.

    Non so se sia cambiata la normativa e se ora sia ammessa la semplice conservazione digitale, ma considerando che noi oggi abbiamo ancora accesso a tutti gli archivi di stato civile dei secoli passati ci dice quali siano i requisiti di affidabilita` da pretendere per il futuro 🙂

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