Vent’anni

Babylon 5Vent’anni fa andava in onda The Gathering, l’episodio pilota di Babylon 5.

La serie creata e scritta per larga parte da J. Michael Straczynski con la consulenza di Harlan Ellison non ha avuto la fortuna di Star Trek, ma ha dimostrato che, con una buona pianificazione della produzione, era possibile fare dell’ottima fantascienza a costi contenuti.

Babylon 5 è stata una delle prime a rompere lo schema della televisione seriale classica, quella del cosiddetto”pulsante di reset” alla fine di ogni episodio. L’idea di quel periodo era che una storia che durasse più di un episodio non permettesse di attirare spettatori dopo l’inizio della programmazione perché il nuovo venuto non avrebbe capito di cosa si stesse parlando.

Come succede spesso, la programmazione italiana ha fatto scempio della serie a causa della palese imperizia di chi ne ha curato la prima trasmissione. Un passaggio relativamente recente sul satellite e in seguito sui canali terrestri con una traduzione più professionale ha ristabilito un po’ di giustizia, ma il danno oramai era fatto.

Descrivere la serie in un post di questo blog è impossibile, cito solamente quello che Michael Straczynski ha scritto quando ha deciso di pubblicare le sue sceneggiature in una raccolta di volumi: I wanted to tell a story that was about more than just the plot, more than just recalibrating the energy fields to negate the quantum flux chamber before it blew up. […] I just wanted to say something, about you and me and us and how things look from here, and ask, what the heck do you think it all means?

Autore: Luigi Rosa

Consulente IT, sviluppatore, SysAdmin, cazzaro, e, ovviamente, geek.

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