The Nightmare Stacks

thenightmarestacksDopo supereroi e vampiri, è il turno degli elfi, non senza i vampiri, ma senza Bob e con un po’ troppo miele.

Questa è l’estrema sintesi della storia dell’ultimo libro uscito del ciclo della Lavanderia di Charles Stross.

Bob Howard è citato solamente un paio di volte e durante gli eventi narrati si trova lontano in Giappone.

Durante il libro si alternano la narrazione impersonale e quella in prima persona di Alex, il PHANG visto in The Rhesus Chart.

Dal mio punto di vista, questa è la meno accattivante tra le storie della Lavanderia pubblicate fin’ora. Vuoi perché manca un personaggio, Bob, che può fare delle battute caustiche e, nel contempo, nerd; vuoi anche perché il libro ha virato decisamente verso il genere fantasy, genere verso il quale non nutro una particolare simpatia (figlia dell’amicizia, nipote dell’interesse, dalla terra della predisposizione situata nel continente dell’accordo….).

L’aver spostato l’attenzione da Bob ad altri personaggi è un’ottima idea perché dà la sensazione che Stross narri più della timeline della Lavanderia che di una sola persona. Tuttavia, se il punto di vista di Mo in The Annihilation Score funzionava bene, qui Alex risulta un po’ zoppo e scialbo.

I due capitoli-crusca fhyy’nzber qry inzcveb r qryy’rysn r fhyyn ivfvgn nyyn snzvtyvn qv Nyrk [ROT13] ce li poteva risparmiare o comunque poteva tagliarli drasticamente perché, così lunghi, non aggiungono molto alla storia se non delle pagine di polpa di albero morto (o dei byte dell’eBook).

La sensazione alla fine del libro è di aver ricevuto una copia difettosa perché manca letteralmente il finale.

In realtà è una sorta di storia in due parti, il cui seguito arriverà il prossimo anno in The Delirium Brief, in cui torna un Bob che si dovrà confrontare con l’opinione pubblica e con la politica in merito a quanto successo a Leeds negli eventi narrati in questo libro.

Per ora sospensione condizionale del giudizio in attesa della seconda parte, la seduta è aggiornata all’anno prossimo.

Autore: Luigi Rosa

Consulente IT, sviluppatore, SysAdmin, cazzaro, e, ovviamente, geek.

2 pensieri riguardo “The Nightmare Stacks”

  1. Devo finire di leggerlo, ma in effetti lo trovo “diverso” rispetto ai precedenti. Il che puo` anche essere un bene, proprio perche` non e` “sempre la stessa storia”. Vedremo. A riguardo del finale, non e` che Stross sia sempre stato un grandissimo creatore di finali, secondo la mia opinione.

    Leggere un pezzo in rot13 in mezzo a un post che parla di Lavanderia ci sta molto bene, non si distingue molto da qualcosa che potrebbe essere in effetti scritto cosi` nel libro. Una evocazione, qualche lingua dei grandi antichi, roba cosi`.

    A sproposito, sono perplesso dalla mancanza in un tool in command line per il rot13 su Linux Mint. (oppure non l’ho trovato)

    1. Il “diverso” per me è che mancano le battute di Bob e che la struttra del romanzo è puramente fantasy: estrema (e alcune volte inutile) verbosità, (ab)uso di termini para-magici volutamente oscuri (quegli degli elfi) e capitoli infilati così per fare spazio senza che la storia vada davvero avanti.

      Per il finale è vero: anche Neptune Brood non aveva quel gran finale

      Per ROT13, metti questo in .bashrc

      alias rot13=”tr ‘[A-Za-z]’ ‘[N-ZA-Mn-za-m]'”

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