A Human Fail

Per le strade di Milano è abbastanza comune vedere in questi giorni un manifesto su cui campeggia un astronauta in tuta EVA e sullo sfondo il pianeta Terra visto dallo spazio.
Una simile immagine non poteva naturalmente sfuggire al geek sense e quindi mi sono avvicinato subito a uno di questi cartelloni dopo averlo visto con la coda dell’occhio.

Pare che si tratti della edizione italiana della mostra NASA. A Human Adventure.
Apparentemente si fa molta fatica a trovare informazioni su questa mostra online. Google come primo risultato riporta una notizia sul sito dell’Unione Astrofili Italiani che però sembra stata rimossa. Le ho dato una occhiata dalla cache di Google.

Mi sono accorto solo il giorno dopo dell’esistenza anche di un sito con dominio .it che ho prontamente visitato.
www.ahumanadventure.it: una pagina bianca.
Ho pensato subito a un qualche tipo di presa in giro che solo un geek potrebbe capire, quindi ho fatto la cosa che solo un geek farebbe.

La sorgente HTML del sito mostra qualcosa di peggio, molto peggio.

Ma io dico: per una mostra sponsorizzata in tutto il centro di una città come Milano, possiamo fare un pasticcio del genere?
Metadati pescati a caso da una mostra che non ha niente a che fare.
Neanche uno straccio di testo anche introduttivo.
Addirittura, non solo non fanno meglio di un Under Construction come si usava negli anni ’90 (manca l’omino che scava nel mucchio di sabbia), ma non riescono nemmeno a scriverlo correttamente!

<body id="index" class="site under construction
    </body>
</html>

Io veramente non ho parole: spero solo che la mostra sia organizzata e gestita nel mondo fisico meglio di quanto venga fatto nel mondo virtuale!

Arrivederci al 27 settembre.
Forse.

Autore: Luca Mauri

Prima di tutto un Geek e un Trekker, Luca Mauri lavora come IT Manager. Entusiasta della esplorazione spaziale e della scienza in generale. È un lettore vorace e un fotografo amatoriale. Fa parte della piccola schiera degli INTJ.

2 pensieri riguardo “A Human Fail”

  1. Ciao Luca, credo che il link al sito italiano (sito, si fa per dire… 🙂 ) sia errato, è rimasto legato all’URL dell’articolo.

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