Restano i punti nei nomi a dominio

ICANN ha deciso che per ora i cosiddetti dotless domain names sono vietati.

dotless domain names (strano che nessuno abbia ancora iniziato a chiamarli DDN) sono quei nomi a dominio che non contengono alcun punto separatore, ad esempio http://pippo

La proposta era stata avanzata da Google per poter avere un nome a dominio search in modo tale che gli utenti potessero scrivere http://search per accedere alle funzioni di ricerca.

Per esperienza diretta posso dire che, almeno fino a qualche anno fa, Microsoft USA (non so se valeva per il resto del mondo) al suo interno utilizzava dei dotless domain names per la intranet (ovviamente con IIS+SharePoint).

Proprio l’utilizzo di nomi senza punto all’interno delle aziende è una delle argomentazioni contrarie all’utilizzo dei dotless domain names sostenute da una ricerca commissionata da ICANN [PDF]. Il rischio che ci sia sovrapposizione tra qualche nome a dominio senza punto (magari creato ad arte) e dei server nelle intranet aziendali è molto elevato al punto tale da non giustificare il via libera di ICANN.

Purtroppo i rischi di sicurezza non sono legati solamente ai dotless domain names perché ICANN ha approvato da poco i primi gTLD, che, per giunta, non sono scritti in alfabeto latino:

  • .شبكة (Web in arabo)
  • .游戏 (Gioco in cinese)
  • .онлайн (Online in russo)
  • .сайт (Sito Web in russo)

Autore: Luigi Rosa

Consulente IT, sviluppatore, SysAdmin, cazzaro, e, ovviamente, geek.

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