Nell’articolo del kit di base avevo parlato del Wemos e di un sensore ambientale, è ora di metterli al lavoro.
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Piccolo demone per la gestione dei device MQTT
Dopo aver configurato i Sonoff con Tasmota, è ora di cominciare a scrivere qualche riga di codice per la gestione dei dispositivi.
Ci sono fondamentalmente due modi di interagire con i dispositivi: chiamarli dal programma che fa da console oppure scrivere un piccolo demone costantemente in ascolto sui messaggi di un broker MQTT che aggiorni lo stato dei device in un database SQL.
Per questo esercizio ho scelto la seconda via.
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Sull’attesa e sulla disinformazione.
“Ti sei mai fermata a guardare una formica?” Feci questa domanda tanti anni fa ad una amica cantante, mentre parlavamo di come si tendeva ad usare il tempo in modo frenetico e di come, forse, ci si fermava troppo poco a guardare il mondo intorno a noi. Era la metà degli anni 90, quando internet iniziava a diffondersi e Marc Zuckerberg aveva forse poco più di 10 anni.
La diffusione della rete e, soprattutto, l’avvento della combinazione “smartphone” e “social network” ha avuto un effetto ancora più devastante sulla gestione del tempo e, soprattutto, sull’attesa. Alessandro Rocco di W La Dislessia! un annetto fa ha scritto un fantastico post sull’argomento (vi consiglio vivamente di leggerlo, soprattutto se avete figli).
Estrapolando alcuni dei concetti espressi da Alessandro ed associandoli ad alcune cose che ho notato in questi giorni sui social mi è venuta la voglia di prendere la tastiera e scrivere questo post.
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Configurazione iniziale di un Sonoff con Tasmota
Dopo aver flashato il Sonoff Basic siamo pronti a collegarlo e a fare la configurazione iniziale.
Prima di partire alcune considerazioni importanti.
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Flashare un Sonoff Basic con Tasmota
Non credevo che fosse così facile, quindi dopo aver parlato del kit di base, qui vediamo come
Continua a leggereassimilareflashare un Sonoff per caricare il firmware open Tasmota. -
Imparare IoT: il kit di base
IoT (Internet of Things) è una delle buzzword del periodo, ma potrebbe avere implicazioni interessanti, divertenti e istruttive.
Fino a qualche anno fa andare a basso livello sul hardware richiedeva competenze molto specifiche e apparecchiature costose. Con l’avvento di Arduino e di tutti gli apparati simili, l’accesso al hardware per chi vuole divertirsi o creare qualcosa è diventato molto facile.
Documenterò in una serie di articoli (assolutamente aperiodici, causa impegni di lavoro) il mio progresso nella comprensione e nell’uso di qualche apparato.
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Chiedere le prove. Sempre.
Un mio contatto ha postato una delle tante catene virali che ricostruiscono in modo pittoresco la caduta del governo, affermando che il M5S ha votato la sfiducia a Conte con il voto contrario alla TAV.
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Fine dell’Extended Validation?
L’Extended Validation (EV) è un certificato SSL/TLS conforme a X.509 in cui viene garantita anche l’identità legale del titolare.
Quando si acquista un certificato TLS si hanno fondamentalmente tre opzioni.
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L’accesso a Internet non può essere un diritto. Dislessia edition

Più di due anni fa scrivevo il 4° post su questo argomento e in questo lungo periodo più volte sono stato vicino a scriverne altri. Questa sera, però, non sono proprio riuscito a trattenermi dopo aver letto i commenti ad un articolo di OrizzoneScuola.it dal titolo “Alunni con DSA, a Modena più 183 per cento in 6 anni. E’ allarme?“.
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Sincronizzare la time zone
Sincronizzare l’ora esatta è facile, sincronizzare l’impostazione della time zone un pochino meno.
Per sincronizzare l’ora esatta si usa il protocollo NTP, che, va ricordato, distribuisce solamente l’orario UTC; la time zone è una sorta di vista logica di UTC legata alla posizione in cui vi trovate (o al governo che riconoscete valido, se siete in Palestina).
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ValigiaBlu e i finti standard di Facebook.
Qualche giorno fa, per la precisione il 30 Aprile, mi sono imbattuto in un interessante post su Valigia Blu il cui titolo “Facebook: la minaccia con armi di Morisi sì, la copertina dei Led Zeppelin no e ti blocco per 3 giorni” mi aveva colpito molto perché sottolineava uno dei tanti paradossi di quel social network.
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