A lezione di disinformazione /5

Completo (si, lo ammetto, con un po’ di ritardo) questo piccolo percorso (qui le lezioni uno, due, tre e quattro) per cercare di imparare a fare disinformazione da quelli che lo fanno di professione. Tutto era iniziato partendo da un post, assolutamente allucinante, che un mio (ex) contatto aveva condiviso durante il primo lockdown.
L’ispirazione per quest’ultima lezione nasce a seguito di un post di un mio amico dove si parlava di “odio” e di come tutti dovremmo pensare un po’ di più a come i nostri scritti e le nostre parole sui social (che siano Facebook, Instagram, Twitter, ecc.) possano essere interpretate dagli altri.
Ed era proprio dell’odio e dei nemici l’argomento che mi sarebbe piaciuto analizzare.

Una delle caratteristiche comuni di chi vuole fare disinformazione per un proprio tornaconto personale consiste nella polarizzazione dei propri “adepti” (trattandosi di un “wannabe-guru” faccio fatica a considerarli dei soli lettori) verso uno o più nemici. In tutte le affermazioni che caratterizzano il cuore del post allucinante da cui sono partito, infatti, si nota la continua presenza di un fantomatico nemico che cerca di insabbiare, impedire, contrastare, sbeffeggiare e ridicolizzare la “verità assoluta”.

In questo esempio il nemico è un fantomatico “mainstream che, nello specifico, è ciò che ha commesso il sacrilegio di controbattere con dati scientifici (derivanti da risultati di ricerche realizzate con il metodo scientifico) le affermazioni degli eroi (ossia di tutte quelle persone “non sono sul libero paga di nessuno”) non necessariamente medici, ma anche avvocati o farmacisti, sempre pronti a elargire facili soluzioni non verificate, non confermate e quindi possibilmente rischiose e pericolose.

Qquesto nemico ha quasi sempre un nome, anzi più nomi. Persone (Burioni, Pregliasco, Capua, Lo Palco, Gates, Biden, per citarne alcuni) o enti (primi fra tutti OMS, ISS, Patto Trasversale per la Scienza). Questi sono sempre i veri responsabili di “un qualcosa” e sono ciò che va attaccato utilizzando post i cui contenuti sono disegnati in modo tale da istigare odio verso queste persone/enti cosicché gli adepti, che si comportano da pecoroni poco pensanti, vengano inconsciamente invitati ad attaccare, insultare e a dare ragione all’autore del post. La regola, infatti, é che ciò che fa lui è giusto, ciò che fanno gli altri è sbagliato.

Ecco esempi dedicati a Burioni:

Ma ce ne sono anche per Bill Gates:

O per Biden:

Nota: durante le elezioni “Biden vs. Trump” questo wabbabe-guru ha spesso riempito la bacheca del suo gruppo di condivisioni di video e testi sui complotti più assurdi per impedire a Trump di vincere le elezioni. Ovviamente quando poi Biden è stato proclamato, tutti quei post sono “magicamente” spariti. Ma l’odio e la cattiveria gratuita verso Biden sono rimasti.

La motivazione è terribilmente semplice: più si riesce a polarizzare l’attenzione verso qualche avversario (a seconda della situazione) più si instaura e si consolida il rapporto di fiducia con i propri adepti. Se a questo poi si aggiunge un fortissimo narcisismo, autoesaltazione, e capacità di propaganda della propria posizione di possessore della verità, ecco che si ha la certezza che tutti i seguaci assimilino in toto il “guru-pensiero” e condividano i post senza fare alcuna verifica sul contenuto. Già, perché per loro il guru è visto come uno dei pochi che conosce la verità e cerca di diffonderla nonostante la presenza di numerosi nemici che cercano di ostacolarlo e propinano solo bugie e falsità.

Questo è il comportamento tipico dei complottisti e di chi vuole sfruttare questo atteggiamento da “vittima del sistema” (poteri forti, Big Pharma, NWO, ecc.) per un proprio tornaconto personale, che sia semplicemente raccogliere click e visibilità oppure vendere qualcosa. Già perché “uno che sa” e che ha così tanti nemici sarà sicuramente onesto e ciò che dice e che vende è sicuramente di valore.

Ovviamente guai a “osare” contraddire il “verbo”.
Quando qualcuno pone qualche ragionevole domanda, intervenendo in maniera educata, viene solitamente schernito e solitamente bannato perché il guru non vuole rischiare che ci siano intoppi nella suo storytelling.
Come in questo caso, all’interno di un post dove si spiegava come vitamina D e dei fantomatici integratori antivirali fossero fondamentali per impedire di prendere il Covid:

A dire il vero seguendo il gruppo di questo personaggio ci si potrebbero scrivere altri post su come propinare bufale e disinformazione, anche pericolosa.

Magari in futuro capiterà l’occasione. Nel frattempo spero che queste lezioni vi abbiano insegnato qualcosa.

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